Kayla Montgomery corre per sentirsi ok

Kayla Montgomery ha 20 anni e soffre di sclerosi multipla dall’età di 14 anni.

È del North Carolina, ma studia biologia molecolare a Nashville, in Tennessee. L’ho vista in un video e sono rimasta impressionata, sbalordita, così l’ho cercata. Per mesi finché finalmente ce l’ho fatta, sono riuscita a entrare in contatto con lei. Perché avevo letto qualcosa della sua storia, ma volevo saperne qualcosa di più.

Prima però vi do qualche info su questa giovane promessa. Kayla è una delle migliori giovani mezzofondiste americane (la distanza che predilige sono i 5 km), affetta dall’età di 14 anni da sclerosi multipla, una malattia cronica che colpisce il sistema nervoso centrale, che le causa l’intorpidimento degli arti inferiori al termine di ogni gara.

Quando taglia il traguardo collassa, le gambe cedono facendola franare a terra, senza preavviso. Arriva e pam, come una foglia in autunno si ritrova fra le braccia del suo allenatore, che subito la distende sul terreno. Immediatamente le viene applicato del ghiaccio e dell’acqua fredda in modo da calmare le infuocate fibre muscolari e farla tornare alla normalità.

Un calvario che deve subire ogni volta che vola, ma nonostante tutto non si scoraggia:«Il running non è solo un modo di testare me stessa, ma di dimostrare agli altri che la malattia non può impedirmi di fare ciò che amo».

Pensare che si è avvicinata alla corsa quando aveva 12 anni, semplicemente per potere giocare meglio a calcio.

«Ho iniziato a correre per andare più veloce a soccer, e poi perché era lo sport in cui riuscivo a esprimermi meglio».

Aggiunge che il movimento le ha portato numerosi benefici.

«Qualsiasi tipo di attività fisica aiuta chi soffre di sclerosi; il mio neurologo sostiene che giovi sia a livello mentale che fisico».

Così, incoraggiata da chi le sta attorno, medici e famigliari, va sempre più veloce.

«I miei genitori sono stati i primi a spronarmi a correre perché hanno notato che avevo delle qualità, mi hanno spinta ad andare avanti perché sapevano che la corsa mi appassionava veramente e mi faceva sentire più forte. A loro devo gran parte del mio successo».

Ed è alla madre che guarda, è lei che le ha dato l’energia aggiuntiva per cadere e rialzarsi, non una ma cento, mille volte.

«Mi ispiro a mia mamma, Alysia; ha dovuto affrontare tante avversità nel corso della sua vita, ma n’è sempre uscita vincente.

Non mi stanco mai di ammirare la sua determinazione e perseveranza, mi accontenterei di diventare la metà della donna che è lei».

Il suo mondo è la corsa, perché la fa sentire uguale ai suoi coetanei, per questo motivo suggerisce a tutti di fare dell’attività fisica, soprattutto alle donne.

«Vorrei incoraggiare le donne a correre e in generale a praticare qualche sport, sia in modo competitivo che amatoriale, per restare in forma e trarne vantaggi per lo spirito e il corpo».

Running e studio, è difficile conciliare le due attività?

«Riuscire a equilibrare le due cose non è la cosa più facile del mondo, dedico praticamente tutto il mio tempo alla corsa e allo studio. Non esco spesso la sera e non ho una vera vita sociale al di fuori dei miei compagni di squadra, ma per essere sincera non è che me ne curi molto. Questo è lo stile di vita che ho scelto e non lo cambierei con nessun altro».

Del resto la corsa la fa stare bene e i tanti sacrifici sono ripagati dai brillanti risultati che l’hanno portata in luoghi meravigliosi.

«Tempo fa ho avuto l’opportunità di correre in posti bellissimi: in Italia, Guatemala, Puerto Rico, e in alcune città degli USA.

Amo quei luoghi in cui a un certo punto scorgi panorami mozzafiato che ti fanno venir voglia di fermarti per ammirarli. Detesto invece allenarmi sul tapis roulant perché ha una superfice troppo dura per i miei piedi, e non mi permette di godere delle meraviglie della natura».

Natura che Kayla cerca quotidianamente, dato che non perde un giorno di allenamento.

«Corro sei giorni alla settimana, uno è dedicato al lungo, un altro a esercizi di velocità, e i restanti faccio un po’ di scarico ad un’andatura media. Preferisco allenarmi su superfici morbide per non affaticare troppo le gambe».

Kayla che in America è una star, o meglio un’eroina a cui molti si ispirano, ha un sogno semplice che spiazza e commuove: «Vorrei continuare a correre il più a lungo possibile. Se un giorno non dovessi più farcela, spero di poter trovare una nuova passione che mi faccia andare avanti. Sogno inoltre un futuro in cui la sclerosi sia solamente una malattia del passato».

 

 

 

 

 

 

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