Ho corso Transgracanaria!

Ho corso la The North Face Trangrancanaria, certo non la Classic ma la Short di 12 chilometri per 1650 metri di dislivello positivo e negativo. Una corsa che è un viaggio nel cuore dell’isola vulcanica, fatto di tanti su e giù immersi in un’atmosfera magica e neressima.

Irene righetti a transgrancanaria 2024

E poi mi sono goduta l’evento giunto alla venticinquesima edizione.

Un evento imperdibile per gli amanti del trail running, nonché terza trappa del circuito internazionale World Trail Majors, che ha ospitato una schiera di stelle tra cui Courtney Dauwalter, Zach Miller, Katie Schide, Jiasheng Shen, Azara García de los Salmones, Fernanda Maciel e gli azzurri Andreas Reiterer e Henri Aymonod.

Non una gara ma ben sei differenti competizioni  (VK El Gigante, Promo di 12 km, Starter di 21 km, Advanced di 84 km, Maratona di 46 km e Classic di 126 km) altamente suggestive e impegnative, che si sono susseguite nell’arco di quattro giornate su tutta l’isola. Tante partenze dunque e in luoghi diversi, che hanno visto i concorrenti attraversare paesi, foreste di pini, aree brulle, sentieri rocciosi e nerissimi, godendo di un paesaggio spettacolare vista l’origine vulcanica dell’isola. Scenari mozzafiato con alcuni spot davvero unici come il Roque Nublo, uno dei monumenti naturali più impressionanti dell’isola e forse del mondo.

L’incipit con il Vertical di 5,5 chilometri per oltre mille metri di dislivello, che ha visto la vittoria di Henri Aymonod, che ha chiuso la prova con il tempo di 39 minuti e 19 secondi.

Le sue parole: “Ho scelto Transgrancanaria per dare il massimo ed è andata bene”.

Come si affronta una gara così? “Bisogna gestire lo sforzo partendo sin da subito con un ritmo quasi al limite, ma al tempo stesso sapendo di poterlo mantenere fino all’arrivo senza grossi cali. E naturalmente verso il finale si cerca di arrivare in spinta”.

Il percorso? “Il terreno era roccioso, molto tecnico, e bello dal punto di vista paesaggistico. Ho vinto, mi sono divertito, e non potevo aprire meglio la stagione 2024”.

 

In campo femminile la vittoria è andata all’americana Katie Schide che ha tagliato il traguardo in 47 minuti e 13 secondi.

Via via si sono quindi susseguite le altre competizioni, fino ad arrivare alla gara “regina”, la Classic di 126 chilometri per quasi 7000 metri di dislivello positivo (e altrettanto dislivello negativo).

Start a Las Palmas, la capitale di Gran Canaria, sulla spiaggia di Las Canters, nel cuore della notte, alle 23:59, con i trail runners ben equipaggiati, con la lampada frontale pronta ad essere accesa pochi minuti dopo il via.

Non una competizione ma un viaggio nel fisico e nella mente, che ha visto i concorrenti attraversare l’isola da nord a sud, combattendo contro il buio, la pioggia, il freddo e le raffiche di vento che attorno alle tre e mezzo del mattino hanno iniziato a schiaffeggiare i corridori. E con la temperatura scesa bruscamente fino a pochi gradi sopra lo zero, per poi risalire con l’arrivo nella parte sud dell’Isola, dove è perennemente primavera.

Un viaggio intenso e al limite che chiama in gioco le gambe ma soprattutto la testa che deve saperti guidare in ogni momento. Un viaggio che per il nostro Andreas Reiterer, tra i favoriti, partito subito in testa, si è ahimé interrotto attorno al trentesimo chilometro.

Una competizione imprevedibile che in campo maschile ha visto trionfare il rumeno residente in Spagna Raul Butaci, che dopo essere rimasto “in controllo” nel gruppo di testa ha aumentato costantemente la distanza con i suoi diretti avversari e ha tagliato il traguardo al Parque Sur con un tempo di 13 ore, 22 minuti e 32 secondi.

Butaci è allenato dall’italiano Fabrizio Gravina, che ci ha spiegato come ha condotto la gara: “È  partito nel gruppo dei favoriti formato da una quindicina di corridori.  Gli ho consigliato di non tirare e di mettersi subito dietro e così ha fatto. Al trentesimo chilometro è iniziato a piovere, ha indossato subito la termica ed è riuscito a gestire bene anche questo cambio di condizione climatica.  Al 77° chilometro ha quindi preso il comando arrivando solo al traguardo e finalmente riscaldato dal sole caldo onnipresente in questa parte dell’isola”.

Miguel Heras, campione nel 2010, 48 anni, è giunto secondo in 13 ore, 32 minuti e 48 secondi.

Terzo posto per il rumeno Ionel Cristian Manole (13 ore, 49 minuti e 4 secondi), con solo 36 secondi di differenza dal catalano Abel Carretero dopo aver completato i 126 chilometri.

In campo femminile ha trionfato senza troppa sorpresa l’americana Courtney Dauwalter (vincitrice di ben due UTMB) che ha tagliato il traguardo in 15 ore 14 minuti e 54 secondi.

Seconda vittoria per lei in Gran Canaria (la precedente è del 2023), è arrivata con il suo solito sorriso contagioso che mette tutti di buonumore, e con il volto che non tradiva il grande sforzo che deve avere compiuto.

Così ha detto a gara ultimata: “Come mai nuovamente a Gran Canaria? Merito di mio marito che l’anno scorso si è innamorato dell’isola e mi ha spinta a ripetere l’esperienza”.

Seconda Claudia Tremps, 16 ore 27 minuti e 3 secondi, terza Emma Stuart, 16 ore, 50 minuti e 40 secondi.