Daniel Smith: lo sport è fondamentale per potere dirigere anche 18 ore

Irene Righetti e Danile Smith - Foto di Pierluigi Benini

Australiano di Sydney, e residente a Roma, Daniel Smith (parla benissimo l’italiano), è tra i più giovani direttori d’orchestra d’Europa e forse del pianeta.

A 40 anni è riuscito a guadagnarsi l’acclamazione mondiale, ricevendo ben quattro dei più prestigiosi concorsi internazionali di direzione d’orchestra, tra cui: UNESCO’s Grzegorz Fitelberg International Competition, dove ha anche ricevuto il Gold Baton e l’Orchestra’s Choice Prize, insieme al Concorso Internazionale di Direzione d’Orchestra Sir Georg Solti. Su invito del Maestro Valery Gergiev, è stato il primo australiano a dirigere l’Orchestra Mariinsky, diventando poi un direttore ospite regolare al Teatro Mariinsky. E ha poi iniziato il suo mandato come Direttore Principale Ospite del Teatro Carlo Felice di Genova.

Forse non tutti sanno però che per mantenersi in forma e potere dirigere per tantissime ore (e dalle settanta alle mille persone quando il coro è particolarmente numeroso), si mantiene in forma praticando sport: corsa, esercizi a corpo libero, e nuoto.

L’ho incontrato al termine del concerto che ha diretto nel Parco della Certosa Monumentale di Ferrara, in occasione della Notte Rosa (per poi replicare la sera seguente al Teatro Comunale di Ferrara con l’opera il “Don Giovanni”), dove ha incantato tutti per la performance e la simpatia, non lesinando battute con i cantanti.

 

Smith quanto è importante per te praticare sport?
“È fondamentale, specialmente quando devi preparare un’opera lirica tipo “L’anello del Nibelungo” di Wagner che ti tiene impegnato anche per 18 ore. Devi essere concentrato e in forma perché l’azione che fai per dirigere è molto fisica”.

 

Come ti mantieni in forma nello specifico?

“Essendo sempre in giro per il mondo ho tempi molto stretti, ma cerco di ritagliarmi sempre il mio spazio facendo degli esercizi a corpo libero, e tanto stretching. Poi dipende da quanto tempo libero ho a disposizione, capita che riesca ad avere appena trenta minuti tra uno spettacolo e un altro e lo utilizzo andando a correre o a camminare all’aperto. Se ho meno di trenta minuti faccio solo degli esercizi nella stanza dell’albergo, in valigia porto sempre con me l’elastico per allenare i muscoli delle braccia. Se l’hotel dispone di una piscina e resta aperta dopo mezzanotte vado a nuotare, così da distendere i muscoli contratti”.

 

Segui una dieta?

“Il giorno del concerto mangio solo proteine. Ad esempio, uova alla mattina o carne. La cosa difficile nel mio mestiere è mangiare dopo le prove che talvolta terminano anche all’una di notte. A quella ora i ristoranti sono chiusi e in hotel trovi solo spaghetti alla bolognese e hamburger. Così ho imparato a organizzarmi per tempo accordandomi con l’albergo per un piatto semplice e nutriente, ad esempio una bistecca. Poi poco prima di salire sul palco prendo del glucosio puro per avere dell’energia pronta. Nell’intervallo cerco di idratarmi bevendo molta acqua a cui aggiungo dei sali minerali; perdo così tanto sudore durante lo spettacolo che devo reintegrare, proprio come un atleta. Normalmente quando ho un periodo di riposo, mangio tanta verdura, carne e pesce. Evito di eccedere con il pane, e non dolcifico nulla, lo zucchero me lo concedo solo prima del concerto”.

 

Quante calorie perdi mediamente a concerto?

“Non le ho mai contate, ma posso dire che in sei settimane di lavoro ho perso sei chili; rimango in piedi per buona parte della giornata e dirigere richiede tanto impegno fisico e mentale”.

 

Qual è lo sport che hai praticato più assiduamente?

“Quando ero più giovane praticavo calcio, tennis, golf, nuoto. Ma lo sport che ho fatto di più in tutta la mia vita è il running. In Australia ogni anno correvo 3-4 mezze maratone. E ho anche allietato i runners suonando lungo il percorso”.

 

Lo sport fa parte della tua vita, cercherai di trovare sempre un po’ di tempo per fare attività fisica?

“Un direttore d’orchestra a 40 anni è un bambino, a 60 anni è un teenager, a 70 un adulto, quindi il corpo lo devo mantenere in forma ancora per tanto tempo”.

 

L’intervista è stata pubblicata  su”la Gazzetta dello Sport”.

 

Foto di Pierluigi Benini

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