Dalla strada al trailrunning in 7 mosse

Dalla corsa su strada al trailrunning, come fare?

Ho sempre corso su strada, poi un giorno mi hanno iscritto a una gara off road di 14 chilometri nella Foresta Casentinese, sull’Appennino Romagnolo. Ero entusiasta e non avevo paura di affrontare salite e discese. Poi però…  Ho patito e non poco, perché non si può improvvisare una corsa che è totalmente differente da ciò a cui ero abituata. Alle corse in natura ci si deve arrivare per gradi, diversamente ci si infortuna o, come è successo a me e nel migliore dei casi, si avranno le gambe doloranti per una settimana.

Sono cinque anni ormai che pratico trail-running e ho imparato tante cose. Anche ad ascoltare chi ne sa più di me. Così per scoprire come passare dalla strada al trail nel migliore dei modi, la parola la lascio a un fuoriclasse di corse ultra in natura, Franco Collé. Ingegnere, classe 1978, vive e si allena nella sua Gressoney-Saint-Jean in Valle d’Aosta, ai piedi del Monte Rosa. E soprattutto vincitore per ben tre volte del Tor des Géants (gara di 330 km per 12 mila metri di dislivello).

 

I suoi consigli per non infortunarvi e passare con “disinvoltura” dalla corsa su strada al trail-running.

 

  1. Non sottovalutare la montagna, studiare bene il percorso, se corribile con strade bianche o esposte, se presenta dei tratti più tecnici, e conoscere il dislivello.
  2. Verificare le condizioni metereologiche e sapere rinunciare se è brutto tempo, in montagna non si scherza e può diventare davvero pericolosa un’uscita sotto un acquazzone.
  3. Non sottovalutare l’alimentazione e, a seconda del chilometraggio, portare con sé: barrette, gel, ma anche frutta secca. Personalmente se devo correre per parecchie ore, aggiungo dei piccoli panini al latte farciti con marmellata.
  4. Non equiparare i chilometri di percorrenza; se in pianura corro 10 km senza problemi, devo sapere che in montagna lo stesso numero di chilometri richiederà uno sforzo fisico ben maggiore. Ad esempio, 10 km per 500 metri di dislivello, saranno parificati a 15 chilometri in pianura. Insomma devo avere ben presente che il trail-running richiede un dispendio energetico e fisico nettamente superiore.
  5. Seguire un allenamento adeguato e prevedere degli esercizi propriocettivi, al fine di migliorare la mobilità delle articolazioni. Nel trail ci sono ostacoli, salite, discese e l’appoggio del piede cambia in continuazione.
  6. Avere l’attrezzatura adeguata. Nel kit del trail-runner non può mancare una giacca antipioggia, uno strato termico, una luce frontale, una riserva alimentare, una borraccia da mezzo litro che si avrà cura di riempire strada facendo (anche per questo serve studiare il percorso!). E poi uno zaino da 5 litri per le uscite più lunghe, gilet o fascia per gli allenamenti più corti. In questo periodo autunnale potrebbero servire anche dei ramponcini, nel caso dovessimo trovare lungo il percorso dei tratti di neve compatta (ma non ghiacciata).
  7. Per quanto riguarda le competizioni, per iniziare con il piede giusto meglio non esagerare con il chilometraggio e optare per distanze medio-corte sui 20 km, massimo 30 km.

 

Io aggiungo che se stai iniziando, opta per competizioni corte e possibilmente con tanta salita. La discesa infatti può spaventare e per affrontarla al meglio occorre molta esperienza. Inoltre la discesa non fa bene alle nostre ginocchia!

Spero di averti dato dei suggerimenti che ti potranno essere utili. E ricordati di non scoraggiarti alla prima salita, con l’allenamento farai sempre meno fatica.

Se hai delle domande o altro scrivimi! E se vuoi puoi trovare ulteriori consigli sul mio account Instagram @running.post

 

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