Non solo moda il “nastro colorato”

Kinesio taping: il nastro colorato diventato famoso agli europei di calcio del 2012, quando Mario Balotelli li ha mostrati al mondo, togliendosi la maglietta e mettendo in evidenza i muscoli della schiena.

Di che cosa si tratta? Sono solo fashion o sono davvero utili?

Il particolare tipo di bendaggio, che fino a qualche anno fa in Italia non conosceva nessuno, è stato inventato nel 1979 da Kenzo Kase, un chiropratico giapponese che pratica negli Stati Uniti. È un valido strumento in mano al fisioterapista, che può essere utilizzato in ambito riabilitativo con molta fantasia, grazie al fatto che si può adattare in base al tipo di problema.

Vediamo, prima di tutto, la scheda tecnica. È fatto da un intreccio di fibre di cotone elastico, è anallergico, l’85% delle sue applicazioni sono su non atleti e diverse sono le forme e colori con cui si può trovare.

Sfatiamo un paio di miti: non contiene farmaci di alcun tipo e l’effetto non cambia in base al colore. Rimane sulla pelle almeno 2/3 giorni e si può bagnare tranquillamente.

A che cosa serve: secondo il grado di tensione che metto al nastro, alla direzione e alla forma diversa, si hanno risposte differenti dell’organismo.

Le funzioni principali sono quattro:

  • aiutare un muscolo debole;
  • inibire un muscolo troppo contratto;
  • stabilizzare un’articolazione sostituendosi per quanto possibile a un legamento;
  • ridurre il gonfiore, solitamente dopo un trauma.

Attenzione, va applicato solo da mani esperte, altrimenti il rischio è di peggiorare la situazione, anziché migliorarla.

by  Bianca Maria Lenci, fisioterapista specializzata in riabilitazione sportiva e terapia manuale.

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