Se puoi sognarlo puoi farlo, forse…

Se puoi sognarlo puoi farlo, forse… A certe condizioni. E tra un po’ ti spiego tutto 🙂

Non ho mai sognato la maratona. Eppure ho corso due 42 km. La prima, nonostante il tempo impiegato non fosse certo da campionessa (4h20′), è impressa nel mio cuore, perché è stato un susseguirsi di emozioni.

No, non mai sognato una maratona, forse perché ho iniziato presto a correre e le mie gare di riferimento erano i cross invernali che si svolgevano sulla terra fangosa, dove si affondava fino a metà polpaccio, e le competizioni su strada di 3, 5 e 10 km.

Tutto il resto non mi interessava, almeno fino a quando non ho scoperto che esisteva la mezza maratona. I 21 km, per un bel po’ di tempo, hanno rappresentato il giusto compromesso: distanza lunga ma non troppo, potevo esprimermi bene senza sfinirmi, e gli allenamenti non erano eccessivamente lunghi così da non togliermi troppo tempo.

 

LA REGINA DELLE CORSE

Ma la maratona, la regina di tutte le corse, no, non l’avevo mai sognata. E quando qualcuno nel 2013 mi regalò il pettorale per correre la maratona di New York,  fino all’ultimo non sapevo se avrei accettato la sfida.

Sembra impossibile ma è così; sono arrivata allo start quasi per caso, senza un’adeguata preparazione. Non avevo corso nei mesi precedenti più di 17 km e sapevo perfettamente di stare facendo una follia, una di quelle cose che non si devono fare per nessuna ragione al mondo.

Se poi te lo dice una top atleta come Laura Fogli: “Irene  – mi spiega qualche giorno prima della maratona  – il tuo fisico collasserà dopo 25 -26 km, quindi il mio consiglio è di ritirarti al Pulasky Bridge”.

Le rispondo che studierò il percorso e all’altezza del Pulasky o giù di lì, alla prima metropolitana, mi ritirerò. Ma l’idea non mi faceva impazzire, in primis perché qualcuno mi aveva fatto un regalo enorme e sicuramente avrei deluso quella persona, e poi perché mi ero ritirata solo una volta in vita mia, e non volevo che succedesse un’altra volta.

Ve la faccio breve. Sono partita insieme a due ragazze conosciute un attimo prima a Staten Island che mi fecero da traino.

Non avevo dormito la notte prima, in compenso avevo mangiato credo un chilo di pasta da Becco, il ristorante di Joe Bastianich. E mi sentivo incredibilmente bene.

Insomma non mi ritirai e arrivai al traguardo con il sorriso e prima delle due runners con cui ero diventata amica e con cui mi sento tuttora (purtroppo Silvia ebbe i crampi al 30 km e si fermò, ed Emilia al 35 km dovette rallentare).

Non so bene che cosa fosse successo, è come se la mattina della maratona mi avessero passato sul capo una bacchetta magica e tutto fosse diventato più leggero e bellissimo.

 

GLI EFFETTI DI UNA MARATONA IMPROVVISATA, FINITA BENE, MA PROSEGUITA MALE

Il giorno dopo faticavo a camminare, avevo perso quasi 3 kg credo di liquidi che recuperai a fatica dopo un bel po’ di tempo, e dopo una settimana mi ammalai, un’influenza pesantissima con la febbre a 40 che non voleva saperne di scendere.

 

Irene Righetti alla maratona di New York - www.runningpost.i

Eccomi all’arrivo della maratona, avvolta nel poncho che davano a chi ha scelto l’opzione “No bag”

 

Questo mi ha insegnato che:

SE PUOI SOGNARLO PUOI FARLO, FORSE, MA A CERTE CONDIZIONI

  • Tutti sognano una maratona e se tu non la sogni e non ti prepari non la corri. E il detto: “Se puoi sognarlo puoi farlo”, anche qui vero a metà, perché ci vuole la giusta preparazione. Al bando l’improvvisazione. Non basta la determinazione,  occorre focalizzarsi sull’obiettivo con metodo. Bisogna farsi seguire da un istruttore, oppure scaricare una delle tante tabelle che si trovano in rete. Runner’s World ne offre tante e sono fatte dai migliori esperti del running. E poi fare attenzione a che cosa si mangia, dormire le giuste ore, e tante altre cose.

 

INIZIA LA PREPARAZIONE DI UNA MARATONA DOPO AVERE CORSO UNA MEZZA

  • Una maratona può essere presa in considerazione solo dopo avere corso una o più 21 km (io ne avevo già corse parecchie, ma diversi mesi prima della maratona). L’ideale sarebbe iniziare la preparazione più o meno una ventina di giorni dopo avere corso una 21 km.

 

SCEGLI UN LUOGO TOP

  •  Il luogo. L’altro consiglio è di scegliere di correre una maratona in un luogo che ti piace. Io l’ho fatto: New York ti stupisce ad ogni passo, e trovi compagnia. E la folla immensa ti incita dall’inizio alla fine. Ma ce ne sono tante di stupende in tutto il mondo e se si tornerà alla normalità mi piacerebbe tornare a Sydney dove ho corso la mezza maratona arrivando ai piedi dell’Opera House.

 

LA COLAZIONE GIUSTA è LA SOLITA COLAZIONE 

  • Cosa mangiare. Io mangio sempre la pasta la sera prima, senza troppi intingoli, con un po’ di olio d’oliva e del parmigiano. Mentre la mattina della gara evito lo yogurt e il muesli perché per me sono complessi da digerire quando devo correre (l’ho provato a mia spese durante una mezza maratona), meglio una fetta di pane integrale con la marmellata, oppure come nel caso di New York, un muffin. Il mio consiglio è comunque di mangiare ciò che mangiamo solitamente, non sperimentare il giorno della gara (io i muffin li avevo mangiati anche i giorni precedenti la maratona, prima degli allenamenti a Central Park).

 

Con questo direi che è tutto.

Spero che i miei consigli ti siano utili. Se vuoi puoi seguirmi su @running.post  dove troverai tanti consigli e scorci ispiranti sempre di corsa.

Un abbraccio

 

Il pubblico alla New York City Marathon - www.runningpost.it

Il pubblico alla New York City Marathon – www.runningpost.it

 

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