Niente carne per favore, la mia scelta green

Sulla destra Elizabeth Hawker super vegetariana, accanto a Fernada Maciel, allo start dell'UTMB

Perché sono diventata vegetariana.

È dall’inizio del 2012 che non mangio più carne e da allora ho corso una maratona, una decina di 21K e diverse 10K.

La spinta me l’ha data un’amica vegana runner e nuotatrice, Bea, e Margherita Hack (vegetariana dalla nascita) che ho avuto l’onore di conoscere personalmente. Mi ha detto: «Rendiamoci conto che gli animali soffrono come noi».

Da lì ho iniziato a leggere, studiare un po’ la materia e quindi ho preso la strada green.

Umberto Veronesi nel suo “Verso una scelta vegetariana” dice: «Si pensi che per produrre un chilo di carne di vitello occorrono 15.000 litri d’acqua, necessari a irrigare le coltivazioni destinate al nutrimento dell’animale, a dissetarlo, a mantenerlo e infine macellarlo, a confezionare le parti e a spedirle al supermercato dove noi acquistiamo la bistecca. Si tratta di una proporzione irrazionale, se confrontata con la richiesta d’acqua di verdure e cereali. L’acqua è un elemento essenziale per la vita e per qualsiasi attività dell’uomo e non può essere sostituita con nient’altro. Nonostante sia un bene universale e un diritto inalienabile è una risorsa limitata ed è esauribile».

Ed è anche una questione di salute. Il World Cancer Research raccomanda di seguire una dieta basata su alimenti vegetali e di limitare il consumo di grassi saturi e carni rosse.

Questo perché, spiega sempre Veronesi, il 30% dei tumori è dovuto a un’alimentazione troppo ricca di grassi di origine animali. Inoltre alcune forme, come il cancro intestinale, sono direttamente correlate al consumo di carne.

Detto questo, da quando non mangio più carne mi sento decisamente meglio e alla domanda, “ma come fai a correre”?Ricordo che sono tanti gli atleti vegetariani. Elizabeth Hawker, la cinque volte vincitrice dell’UTMB, la gara che si snoda attorno al Monte Bianco tra le più dure del pianeta, Marco Olmo, che si nutre a base di patate e cereali e continua a volare all’età di 66 anni. Scott Jurek, vegano, vincitore per sei volte di seguito dell’ultra maratona “Western States 100 Mile Endurance Run”, dal 1999 al 2004 (nel 2004 ha battuto il record per questa corsa: 15 ore, 36 minuti, 27 secondi). E Folco Terzani, scrittore e runner come noi. Tre anni fa si è avvicinato alla corsa e non ha cambiato la sua alimentazione che si basa sul consumo di verdura, frutta e centrifugati. Poi ci sono io che corro perché mi piace e per restare in forma. Nel 2013 ho corso la mia prima 42K a New York. Ho mangiato un muffin a Fort Wadsworth e bevuto dell’acqua, mentre lungo il percorso ho consumato un gel al cioccolato del ristoro. Alla fine? Non ho avuto alcun problema fisico, non un calo di zuccheri, non un crampo. Il carico di pasta della sera prima a base di verdure e parmigiano, unita a una colazione sostanziosa ma “casalinga”, devono avere funzionato.

Folco Terzani e Marco Olmo, e ci sono pure io... Nonostante quel giorni fossi rimasta indietro

Folco Terzani e Marco Olmo, e ci sono pure io. Nonostante quel giorno fossi rimasta indietro…

Ecco com’è la mia settimana a tavola:

Colazione

in genere mangio un budino di riso con cerali integrali e semi rigorosamente tritati in modo da assimilare i preziosi oli, ricchi di Omega-3 contenuti al loro interno. Oppure due fette di pane di segale spalmate con della marmellata senza zucchero o crema di castagne.

Pranzo

Insalatona mista con un pezzo di parmigiano, oppure pasta condita con olio d’oliva e verdure di stagione o minestrone.

Cena

Verdure cotte e seitan (un concentrato di proteine vegetali), oppure hamburger di soya, ma anche fagioli o ceci accompagnati da riso integrale, miglio o pane integrale. Quando ho tempo preparo una specialità del territorio. Ieri sera ad esempio (ero andata a seguire un trail in Luguria) ho cenato con il Testarolo della Lunigiana, una sorta di piadina a base di farina di grano, sale e acqua, che va scottata in acqua per due minuti e servita con del pesto o delle verdure. Io l’ho mangiata con una crema di carciofi. Super!