Correre attorno al Monte Bianco attraversando tre versanti: francese, svizzero, italiano, è un’autentica magia e follia. 176 km per quasi 10 mila metri di dislivello positivo, dunque non una corsa ma un’avventura piena di incognite e di sorprese.
La lunghezza mi impedisce di prendervi parte, ma non di essere presente a Chamonix e di fare il tifo per chi corre, inseguendo gli atleti alle prima luci dell’alba grazie al van messo a disposizione da HOKA. Nel cuore della notte, alle 5 del mattino si parte! Direzione? Champex-Lac, un piccolo lago in mezzo alle montagne, con alcune case attorno.
Attorno alle 7.30 transita il primo e stupore… Non è il favorito Jim Walmsley (ritiratosi alle due del mattino), del team HOKA, ma Vincent Bouillard, un outsider, 69° nell’ UTMB Index, dunque non tra i favoriti. E non è neppure un atleta sponsorizzato, ma è un ingegnere (si occupa di prodotto) che lavora full time nella sede di Annecy di HOKA.
Puntava a un piazzamento tra i primi 10 i, e strada facendo ha sorpreso tutti prendendo il comando a Courmayeur, non mollandolo più, e conquistando così il suo Graal.
Ha iniziato a farsi conoscere su gare brevi, oltre che con la sua prima vittoria sui 100M nel 2023 alla Kodiak Ultra Marathons, dove ha battuto il record di Walmsey che resisteva da molti anni, e che gli ha permesso di avere il pettorale per partecipare all’UTMB.
È riuscito a imporre un ritmo costante per tutta la durata della sua corsa, vincendo in 19’54’23”: è ora il 4° nella storia dell’UTMB a tornare a Chamonix, dopo aver completato il giro del massiccio del Monte Bianco in meno di 20 ore, dopo Francois H’Haene nel 2017, Kilian Jornet Burgada nel 2022 e Jim Walmsley nel 2023.
Le sue parole dopo avere tagliato il traguardo a Chamonix: “Sono felicissimo del risultato, per me è una cosa incredibile. Ho corso molto rilassato perché non dovevo fare il risultato a qualunque costo. Ho un lavoro full time e non ho contratti come atleta professionista e ciò mi permette di correre senza pressioni facendo le scelte in autonomia, e inoltre posso non pubblicare nulla sui social. Anche se mi piace allenarmi e correre alla ricerca della massima prestazione, per il momento sono molto legato a questo ruolo di dilettante. Lo scorso anno mi sono allenato con Jim, per me lui e tutti i campioni sono stati fonte di grande ispirazione e spero con questa vittoria di esserlo anche io in futuro per altri, così si chiuderebbe un cerchio”.
La gara femminile più veloce di sempre
Un razzo! Da un capo all’altro del percorso, Katie Schide (USA – UTMB Index 826) ha letteralmente volato sui 176 km e 10.000 m di dislivello positivo. Adottando la stessa strategia del 2022, ha preso il comando della gara femminile, unendosi al gruppo maschile con tutti i favoriti. Da quel momento in poi, le rivali non l’hanno più vista. Con il suo appoggio fluido sulla salita di Bovine e sempre sorridente, si è lasciata alle spalle un folto gruppo di atleti, dando vita a una vera e propria lezione di trail.
Al termine di una gara durata 22h09’31”, l’americana ha tagliato il traguardo al 1° posto e al 13° posto assoluto! Anno dopo anno, Katie Schide ha collezionato un palmarès leggendario nella categoria 100M, con la sua prima vittoria all’UTMB nel 2022, la vittoria nel 2023 a Le Grand Raid De La Réunion – La Diagonale Des Fous e nel 2024 una serie di vittorie: in aprile la 100M dell’HOKA Canyons Endurance Runs™ by UTMB®, in giugno la 100M della Western States™ 100 Endurance Run e oggi l’UTMB nell’HOKA UTMB Mont-Blanc.
Lancio della nuova scarpa di HOKA TECTON X 3
E l’UTMB è stato anche l’occasione per il lancio della nuova scarpa di HOKA Tecton X 3, che prende il nome dalle placche tettoniche della nostra amata terra. Ideale per i terreni più insidiosi, presenta due piastre parallele in fibra di carbonio per offrire maggiore stabilità nei punti giusti e due strati di PEBA, il loro composto più leggero e resiliente, nell’intersuola. È stata ridisegnata la forma del carrarmato e il posizionamento della suola Vibram Megagrip per garantire una migliore trazione. E con un’importante novità, il collarino in tessuto, che fascia la caviglia come un calzino, limitando l’accesso di sassolini e altri detriti che falcata dopo falcata potrebbero entrare nella calzatura.
La Tecton X 3 rappresenta così un ulteriore passo avanti nell’evoluzione delle calzature da trail running, pensata per offrire performance e comfort ai massimi livelli.
Foto di Tommaso Gallini
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Un abbraccio e buone corse!
Irene




