L’ascesa degli Ultra Runner

L'ascesa degli ultra runner di A. Finn - www.runningpost.it

Finalmente ce l’ho fatta! Ho recuperato il libro che avevo prestato «L’ascesa degli Ultra Runner»di Adharanand Finn, Piano B edizioni (leggi anche Finding Ultra), e l’ho letto tutto d’un fiato! E che libro, è un excursus nel mondo dell’ultra, ti fa capire cosa significa andare oltre i propri limiti,  cosa si prova a correre per 100 km e più, ci fa conoscere il dolore, e ci spiega che cosa succede a testa e gambe dopo tanti chilometri.

L’autore, inglese, runner e autore di diversi best seller tra cui “L’arte giapponese di correre”, ci porta alla scoperta di un mondo tutto particolare, in cui lui stesso ci si ritrova catapultato.

Finn ci porta a conoscere i personaggi di spicco dell’ultra, e vola fino in California per incontrarne alcuni dei più noti e vittoriosi.

Mi ha colpito l’incontro con l’altrarunner Dave Mackay, nel 2002 e 2005 Usa Track & Fild’s Utrarunner of the Year, e nel 2011 nominato dalla rivista “Utrarunning”  North American Ultrarunner of the Year. Un successo dopo l’altro finché nel 2015 la sua vita cambia radicalmente a causa di un incidente; mentre corre sulle montagne, il terreno gli frana sotto i piedi e cade dal crinale.

Una gamba ha la peggio; 18 interventi chirurgici e continue infezioni, così l’atleta decide di farsi amputare l’arto. Voleva tornare a correre per i sentieri e nell’amputazione vedeva la soluzione più sicura e rapida. Ed è tornato a correre e a porsi degli obiettivi ambiziosi. Così quando l’autore gli chiede che cosa lo spinga a correre anche dopo l’incidente, Dave non tentenna: «Adoro stare all’aria aperta, in montagna. Mi dà energia, mi fa stare bene». Semplice la sua risposta, ma  queste parole ci fanno capire come la corsa trascenda il semplice atto di muoversi e di gareggiare.

E poi c’è l’ultrarunner che vive isolato sui monti, all’interno di un rifugio, Zach Miller. Lavorava su una nave da crociera, la Queen Mary II, e ogni volta che attraccava usciva a correre per ore. E fu durante una sosta della nave che decise di partecipare a una gara di 80 km, chiamata JFK 50, vincendola e battendo Rob Krar, fresco vincitore della Western States 100. Da lì la sua vita cambia, Nike lo prende sotto la sua ala protettrice, e lui lascia il lavoro dedicandosi all’ultra.

Tanti i personaggi che Finn incontra e tanti gli argomenti che tratta, mettendo in luce come il fenomeno delle ultramaratone sia in continua crescita, da appena 160 gare ospitate sul sito di riferimento runultra.co.uk alle 1.800 di oggi. Un numero enorme.

Un libro ispirante, per chi corre, e anche per chi ancora non si muove, che alla fine della lettura (ma probabilmente già a metà) ci farà mettere in moto. La voglia matta di macinare tanti km sarà inevitabile! Parola di una runner 🙂

 

Casa Editrice: Piano B

 

Pagine: 384

 

Costo: Euro 18,00

 

 

 

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