IL LIBRO

Nel 2013 ho pubblicato “Il Papa non corre. 42 modi di vivere la corsa”.

No, non è un libro irriverente, la frase l’ho colta da Joe Bastianich che stavo intervistando. Lui e la mamma avevano accolto e servito il Pontefice durante la visita a New York, così mi venne spontaneo chiedergli: “Ma il Papa corre?”. E lui prontamente: “Il Papa
non corre”. È nato così il titolo del libro. Una raccolta di 42 interviste, per 42 cuori che battono forte, e ognuno per una ragione differente.

C’è chi corre per restare in forma o per dimagrire, chi per riscattarsi da una situazione di disagio e povertà, come le gazzelle degli altipiani Edna Kiplagat e Tirunesh Dibaba. Chi ha iniziato per caso, per stare meglio, e poi se ha finito per innamorarsi di questo sport, tanto da creare eventi legati al running che coinvolgono migliaia di appassionati, è il caso di Linus.

Il pianista Maurizio Baglini allenandosi studia musica e pensa alla realizzazione di nuovi progetti. Kathy Switzer corre per i diritti delle donne di tutto il mondo.

L’astronauta Samantha Cristoforetti si allena(va) per andare nello spazio; lo scrittore e giornalista Tiziano Terzani correva per trovare l’incipit dei propri articoli, e il figlio Folco per prendere l’energia dalla terra al sorgere del sole, rigorosamente a piedi nudi.

E poi c’è chi sembra essere nato per correre, come Gelindo Bordin, Stefano Baldini e Giorgio Calcaterra.

Due anni d’incontri, racconti, impressioni e ricordi di persone speciali impegnate nei più diversi ambiti, che hanno tratto dalla corsa il proprio stile di vita.

42 nomi, uno per chilometro, più 195 parole per un’icona della corsa: Pietro Mennea.

Copertina del libro Il Papa Non Corre

Giusy Versace (sinistra) e Irene Righetti (destra)

PREFAZIONE di Emanuela Audisio.
EDIZIONI La Carmelina

* Il libro non è più acquistabile; ricordo la fatica nel realizzarlo, ma anche la felicità nel vederlo compiuto. Non è stato facile incontrare tutti i personaggi presenti nel libro, per alcuni ci ho messo quasi un anno, ma alla fine la perseveranza ha pagato. Ma anche la fortuna ha giocato un ruolo importante. Oggi guardandomi indietro dico grazie a tutti e soprattutto a chi mi è sempre stato accanto e ha detto: “Vai avanti!”.