Ho corso la Montefortiana!
La corsa del “gusto” che da anni avevo nel mirino, con start e arrivo a Monteforte d’Alpone, un paese di circa novemila abitanti in provincia di Verona, che prevede diversi percorsi competitivi (e non) che si snodano tra le colline veronesi e i vigneti del Soave.
Più che una corsa è una festa in cui si corre oppure si cammina, e soprattutto si mangia e si beve! Otto i ristori che non sono semplici ristori perché prevedono oltre a dolci (c’erano dei piccoli pandori e delle fette biscottate ricoperte di marmellata) e integratori sportivi, anche vin brûlé, polenta e salsiccia, il minestrone preparato dagli Alpini che si gusta al decimo chilometro, e la China, un liquore dolce servito bollente che viene prodotto localmente nella distilleria di Monforte, e poi alla fine i tortellini al burro e salvia.
Pronti, partenza, via!
Il cielo è grigio ma non è freddo e alle 8.30, orario della partenza, ci sono circa 7 gradi. Sorpasso un gruppo di cagnoni con la bandana e dopo una manciata di chilometri incontro il primo ristoro che serve vino, bianco riscaldato con l’aggiunta di un po’ di arancia. Lo assaggio, giusto un goccio, e poi proseguo lungo la strada asfaltata che sale sulle colline punteggiate di filari di vigneti ora dormienti. Dopo qualche chilometro inizia a piovere… Mi fermo al ristoro di Soave per gustare il minestrone degli Alpini. Un minestrone denso preparato con amore in tre giorni! Si prosegue e si sale al Castello scaligero di Soave, una fortezza medievale che è possibile visitare e che domina dall’alto.
Mi aspetta la polenta e per chi non è vegetariano come me anche delle alette di pollo e della salsiccia. Intanto i chilometri fatti aumentano ed ecco il penultimo ristoro a una manciata di chilometri dall’arrivo che serve la China, un liquore dolce e bollente che ovviamente ho assaggiato e apprezzato.
Manca davvero poco all’arrivo ed ecco il traguardo a Monteforte d’Alpone, con il ristoro finale che serve tortellini conditi con burro e salvia.
Complimenti agli organizzatori, nulla è lasciato al caso, dalle strade completamente chiuse al traffico (i tracciati erano tanti e le distanze diverse) a tutto il bendidio preparato per noi runner e camminatori. E poi bravi perché nel tempo (48 le edizioni!) hanno lasciato le quote d’iscrizione a prezzi davvero popolari e alla portata di tutti!
Per correre ho calzato la nuova versione dell’iconico modello di scarpa da corsa su strada HOKA Bondi 9. Una scarpa che è sinonimo di massima ammortizzazione; in questa edizione vedono la nuova intersuola in schiuma EVA applicata tramite un processo innovativo, per una corsa ancora più corsa morbida e ammortizzata. La schiuma è più leggera, più resistente e più dinamica, per una maggiore resistenza e comfort.
Il mio racconto è terminato, non mi resta che salutarti; se ti va puoi iscriverti alla Newsletter e seguirmi su Instagram per lasciarti ispirare dai miei allenamenti di corsa (o in bicicletta), e per ricevere consigli sul mondo del running (e non solo).
Un abbraccio e buone corse!
Irene





