Un successo la mezza del Lago di Garda

No, non ero a Garda domenica scorsa… So che molti di voi erano lì a correre la 14^ edizione del Garda Trentino Half Marathon, organizzata da Trentino Eventi, una delle gare più belle del circuito podistico italiano, in uno dei luoghi che amo di più. Avrei voluto esserci ma dopo la New York City Marathon, ho allungato di qualche giorno la mia permanenza a Manhattan.

Da lì vi ho seguito e mi sono fatta raccontare che cosa è successo in quel weekend di sole che ha visto ai nastri di partenza ben 4.600, tra alcuni runner illustri come Migidio Bourifa, quattro volte campione nazionale di maratona. Allegro e rilassato, i tempi della lotta agonistica passati, si è goduto l’aspetto più rilassante della corsa: quello della convivialità, dell’allegria, dell’umorismo.

Ma chi ha vinto? Jonathan Kosgei Kanda (1h05’06) e Judit Varga (1h15’56”); tra gli italiani, buone le prestazioni di Giovanna Epis, seconda in 1h16’37”, e Giovanni Gualdi, quinto in classifica con il tempo di 1h06’19”, perfettamente in linea con le sue aspettative: «Era il tempo che credevo valessi e così è stato. Ho smontato dal turno di notte stamattina alle 7 e sono partito subito per Riva, ma soprattutto non sapevo bene quanto avevo recuperato dopo la maratona di Venezia corsa solo due settimane fa».

E poi c’è una novità… La manifestazione ha aggiunto, per la prima volta, una gara nella gara: la 10 km competitiva (oltre a una ludica), molto fruibile per chi proprio di lunga distanza non è. Altra opportunità: la 21 km in NordicWalking, uno sport che sta mietendo sempre più proseliti e che, se fatto con la tecnica giusta, poco si distanzia per velocità dal lungo-lento podistico.

Ma questi sono dati reperibili in qualsiasi comunicato stampa, quello che ha colpito chi ha preso parte a questo evento è stata l’atmosfera che si respirava in questo contesto meraviglioso. Un bagno di pura energia per due giorni. A fare da corollario a questo spirito, le meravigliose montagne del Trentino, con il suo Lago di Garda in cui si è snodato parte del percorso, in andata e nel ritorno, soprattutto negli ultimi chilometri, durante i quali, costeggiandolo, si trova la forza e la carica di allungare, di tirare a tutta per un passaggio trionfale sotto l’arco della finish line.

Incassata la medaglia al collo, tutti campioni esausti ma soddisfatti ci avviciniamo al bancone ristoro prospicente il lago, ognuno con la sua impresa da raccontare.

Con lo scintillio dell’acqua negli occhi.

Foto di Matteo Bridarolli