Training a Central Park e ritiro dei pettorali

Mancano due giorni alla TCS New York City Marathon, in programma nella “Città che non dorme mai”, il prossimo 1° novembre.

Lo start? Si parte da Staten Island; alle ore 9.20 le donne élite, alle 9.50 i top atleti maschili insieme alla prima ondata di runners, quindi partirà la seconda, poi la terza e la quarta wave (l’ultima prenderà il via alle ore 11). Beh, quest’anno non la correrò, non ho i chilometri nelle gambe e quindi mi limiterò a fare il tifo. Però mi dispiace un sacco…

Tutto è pronto, la finish line di colore blu campeggia all’interno di Central Park, accanto alla statua di Fred Lebow, race director e fondatore della maratona, nata nel 1970 e animata da 127 partenti (solo 55 i finishers). L’ho vista questa mattina durante l’allenamento mattutino in compagnia di Laura Fogli, Stefano Baldini e Fulvio Massini.

4-5 chilometri transitando attraverso vialetti, ponti e la Bethesda Terrace del 1859, un luogo magico, con la grande fontana al centro e le scalinate di granito che portano alla terrazza. Che spettacolo!!!

Perché sono importanti le corse mattutine? Me lo sono fatto spiegare da Massini.

«I giorni precedenti la maratona é vitale correre anche se in modo blando, per un totale di massimo 6 chilometri, con qualche allungo finale per ritrovare l’elasticità. E poi fare un po’ di stretching leggero. Chi non fosse abituato a correre i giorni precedenti la maratona non deve forzarsi, così come chi non è in uno stato di forma perfetto. Meglio riposare e arrivare freschi al grande giorno. Un consiglio che do a tutti è di non camminare tanto il sabato, New York è una città che invita ad andare a piedi ma è meglio che prendiate la metropolitana o il taxi».

Ma il coach quest’anno è a New York non solo in veste di allenatore, ma anche di concorrente visto che prenderà parte alla maratona. Lo farà in compagnia della triathleta Silvia Schiapparoli che ha spiegato: «Abbiamo un progetto con Garmin per il lancio dei nuovi Forerunner. Vedremo alcune funzioni e con la nostra action cam riprenderemo i momenti più folcloristici della gara. Vorremmo terminare la prova attorno alle 4 ore, non vogliamo fare il “tempo” ma goderci il paesaggio».

E dopo la corsetta siamo andati all’Expo per ritirare i pettorali. Tra questi c’era anche Stefano Baldini che ha preso il numero 1044. «Quando correvo da top atleta – ha detto con il sorriso – mi assegnavano numeri molto bassi, in un’edizione ho avuto il numero 3!».

Quindi abbiamo fatto un passaggio allo stand We Run Italy by Born2Run, che ospita quattro grandi maratone italiane: Roma, Firenze, Venezia e l’Ecomaratona del Chianti. Uno stand dedicato, per promuovere le quattro splendide gare al di fuori dei confini italiani, e invitare gli stranieri a correre in luoghi unici al mondo.

Noi siamo pronti!

 

 

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