Storia del reggiseno sportivo e test Triaction by Triumph

reggiseno Triumph - runningpost

Il reggiseno sportivo?!?

Una gran bella trovata. Lo indossiamo quando corriamo, quando andiamo in palestra, sciamo, pedaliamo, insomma quando sudiamo e vogliamo che ogni cosa resti al suo posto.

Un capo di biancheria intima che diamo per scontato che ci sia; in commercio ne esistono di tutti i tipi, colori, taglie, livelli di sostegno… Ma forse non tutti sanno che il reggiseno sportivo ha poco più di quarant’anni.

Già, già, prima le donne che volevano correre o fare sport in generale, dovevano mettersi quello tradizionale, e chiaramente non era molto confortevole: le spalline scendevano, i gancetti della chiusura spesso graffiavano, i ferretti delle coppe erano fastidiosi, e non c’era quel sostegno di cui si ha bisogno quando ci muoviamo.

Bisogna attendere fino all’estate del 1977 per vedere nascere il primo reggiseno sportivo, inizialmente chiamato “jockbra”. Chi lo inventò? Un intraprendente team di donne: la runner Lisa Lindahl, la costumista e designer Polly Smith, e l’assistente Hinda Schreiber.

Il trio creò una prima versione con le bretelle che s’incrociavano dietro alla schiena, così che non scivolassero, e posizionarono sotto il seno una banda elastica abbastanza rigida in modo da dare supporto. Un prototipo che provarono in allenamento e funzionava!

Fu così che ebbe inizio tutto… Una nuova era per le donne che volevano muoversi con comfort era iniziata!

Da allora, come direbbe mia mamma, di acqua sotto i ponti ne è passata.

 

reggiseno sportivo Triumph - Runningpost

 

 

Oggi abbiamo l’imbarazzo della scelta; per me che mi muovo tutti i giorni è estremamente importante scegliere il reggiseno sportivo giusto, ho il seno piccolo, ma questo non significa che non abbia bisogno di un buon sostegno.

Per questo motivo ho voluto testare il bra della Triaction by Triumph, prima volta in assoluto!

La prima cosa che mi ha colpito è stata la leggerezza, non pesa nulla, è privo di imbottiture eppure si modella perfettamente al seno, tanto che sembra fatto su misura, ma questo credo sia dovuto al fatto che Triumph propone taglie che tengono conto della forma del nostro seno e del girovita.

Ero un po’ scettica per il ferretto presente in questo modello, però mi sono dovuta ricredere: quando lo indosso non lo percepisco perché è morbido, ma appunto c’è e dona una forma perfetta; ha poi una doppia spallina piuttosto larga regolabile in lunghezza che permette di farlo aderire perfettamente al corpo.

Possiede inoltre due chiusure sulla schiena, una in alto e una basso, che consentono di mettere e togliere il capo agevolmente.

È inoltre fatto con un doppio strato che abbina il reggiseno al top in rete, che lo rende davvero bello, tanto che lo vorrei sempre indossare senza coprirlo.

 

 

reggiseno Triumph - Runningpost

 

L’ho testato in palestra e in allenamento, ho corso dai 5 ai 10 km, e non si è mosso nulla; il mio seno è rimasto fermo ma allo stesso tempo non è risultato schiacciato, cosa per me non da poco per non apparire un asse da stiro.

Spero che il mio breve racconto sulla storia del reggiseno sportivo vi sia piaciuto, e che il test Triumph vi possa servire per trovare il bra giusto, naturalmente all’insegna del movimento con il massimo comfort!

 

Fotografie di Pierluigi Benini.

Location: Palestra New Millennium di Ferrara.

 

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