SciaccheTrail: vince la bellezza delle Cinque Terre

«Is this the end?!?».

Chiedono con un sorriso “tirato” due trail-runners americane impegnate nello SciaccheTrail in programma domenica scorsa. Quando le incontro ci troviamo a metà di una ripida salita fatta di innumerevoli scalini, nei pressi di Riomaggiore, antico borgo facente parte delle cosiddette Cinque Terre, in provincia di La Spezia.

Hanno già percorso 30 km ma davanti ne hanno ancora ancora 17, per arrivare a Monterosso, passando tra i vigneti, gli alberi di limoni, i borghi e i santuari, per un totale di 47 km e 2600 metri di dislivello positivo, con pochissimo asfalto e migliaia di gradini secolari.

C’è una cosa che mi ha stupito, prima del meraviglioso paesaggio che ha ispirato tanti poeti tra cui Eugenio Montale, ed è lo spirito gioioso dei partecipanti, sempre pronti al sorriso e al saluto, anche quando sono stravolti dalla fatica. Già, già… Addirittura ringraziano chi lungo il percorso fa il tifo per loro e li supporta con una parola, con un “bravo”, spronandoli ad andare avanti.

E ai ristori c’è pure chi si ferma a fare due chiacchiere, come Romano Schiavetta,  runner doc di Borgotaro (Parma), che si siede bevendo in tutta tranquillità la birra offerta dal ristoro e racconta: «Sono a metà strada, aspetto gli amici così terminiamo tutti insieme. Bevo un piccolo bicchiere di birra, tanto non devo guidare… 30 km li ho fatti, ora mi aspetta il pezzo più duro, ma non lo temo, sarò distratto dallo splendido paesaggio».

Intanto continuano a sfilare i runners, tra cui anche la favorita Sally Macrae, testimonial della gara e atleta di punta di una nota azienda di abbigliamento sportivo, alla sua seconda prova, tornata in Liguria per assaporare a suon di km, ancora una volta, la grande bellezza che le Cinque Terre sanno offrire.

E dopo la sosta a Riomaggiore continuo a muovermi insieme a Tommaso, per raggiungere un altro punto strategico della gara. Andiamo a Vernazza e percorriamo un piccolo sentiero che ci porta in alto. Ci collochiamo dietro a una curva da cui scorgiamo il coloratissimo paese con il minuscolo porticciolo. Wow! Presto mi accorgo che anche i trail-runners sono attratti dal panorama tanto che qualcuno smette di correre e si ferma estasiato ad ammirarlo.

Perché è una corsa in natura magnifica, difficile certo, anzi difficilissima, ma unica, con un che di magico, capace non a caso di catapultare a Monterossso persino australiani (avete capito bene!!!), ma anche americani, inglesi, ecc. (16 le nazioni straniere presenti) per un totale di 250 atleti (il numero massimo consentito).

Del resto Christine Godfrey di Cinque Terre Trekking e organizzatrice dell’evento insieme al Parco nazionale delle Cinque Terre, si è mostrata molto soddisfatta: «Non ci aspettavamo una reazione così positiva già al secondo anno, abbiamo esaurito in pochissimo tempo i posti disponibili e un centinaio di atleti sono purtroppo rimasti fuori. Ma il circuito è particolare, i sentieri sono molto stretti e ripidi e non è possibile accettare più concorrenti. Il prossimo anno mi sa che dovremmo ricorrere alla lotteria».

Per la cronaca, ha vinto Daniel Jung, 4:24:09, migliorando il record della gara di trenta minuti circa, seguito da Nicola Giovanelli, 4:37:02, e Giovanni Paris, 4:42:46.

Tra le donne, il primo posto è andato alla mestrina Silvia Rampazzo, 4:59:44, seconda Giulia Botti, 5:47:17, e terza Sally Macrae, 6:04:58.

Fotografie di Tommaso Gallini

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *