Run 5.30: Ferrara si colora di rosa

La sveglia all’alba per andare a correre? L’ho provata giusto una settimana fa.

Il telefono squilla e ti chiedi se è proprio il caso di aprire gli occhi e di metterti in movimento; il corpo reclama ancora un’ora di riposo. Click, spengo, altri 5 minuti.

Ma intanto inizi a pensare che scorgerai il sole come non l’avevi mai visto, che correrai in una città che ancora dorme, non stravolta dal traffico, che con te ci saranno tanti amici e persone amanti del movimento.

La sera prima preparo il kit del perfetto runner (o quasi): pinocchietto, scarpe, e maglia fucsia, un inno alle donne mi ha detto Sabrina Severi (la mente della Run 5.30 insieme al marito Sergio Bezzanti), perché sono state le prime a credere in questa tipologia di corsa in cui non si compete, si corre o cammina e basta, per stare in salute e in compagnia.

Alle 5.30 si parte. Piazza Castello quest’anno è stracolma con oltre 1700 partenti, il triplo dello scorso anno. E pensare che quando nel 2009 la coppia iniziò (a Modena fu l’esordio) si presentarono in 578 . Bravi!

Lo start dato da uno sparo soft (del resto è un po’ prestino), ci si guarda attorno (soprattutto si guarda il meraviglioso orologio del Castello) e quando scocca l’ora si parte.

Dal Castello si devia nell’ampio corso Giovecca che conduce alla Prospettiva (il settecentesco arco che funge da fondale scenico della lunga via), e si passa nel sottomura illuminato di luce aranciata. Il serpentone è infinito, c’è chi corre, chi cammina e chi come me corre, chiacchiera e scatta fotografie.

Al mio fianco ci sono tanti amici e amiche di Let’s Run! Anche se via via che i chilometri passano ci perdiamo di vista.

Mezz’ora e arriviamo; ad attenderci c’è un ristoro stracolmo di ciliegie di Vignola, poste dentro a dei bicchieroni di plastica trasparente.

Doccia, colazione e via al lavoro. Oggi si inizia con sprint, del resto le endorfine sono state messe in moto. E chi le ferma più?!?

Foto credits di Pierluigi Benini