Mo Farah: obiettivo maratona

Mo farah e Irene Righetti

Mo Farah e la maratona, il rituale pre gara, i chilometri, gli errori…

L’ho incontrato la sera in cui sono arrivata in Qatar, alla reception dell’hotel dove mi ha sciorinato qualche parola in italiano, poi a cena, in conferenza stampa e in gara, in occasione della Ooredoomarathon, dove avrebbe dovuto correre la mezza maratona, ma a causa di un problema fisico accusato la mattina della gara, ha dato forfait. Impossibile quindi non fargli qualche domanda sul suo futuro.

Niente più 5 e 10 mila metri in pista per lui, ora Mo sogna la strada e la maratona. Ed ecco le motivazioni che lo hanno spinto a puntare tutto sulla regina dell’atletica.

 

OBIETTIVO MARATONA 

Come mai hai deciso di passare alla 42 km?

«Penso che arrivato a questo punto della mia carriera fosse il passo giusto da fare, anche perché mi sono posto la domanda: quanto tempo posso ancora competere per vincere 5 e 10 mila metri? Ho vinto dieci medaglie d’oro tra Mondiali e Olimpiadi, per cui mi sono detto “passiamo alla maratona?!?”. Per me rappresenta una sfida stimolante. In pista ho fatto tanti errori di preparazione, soprattutto tattici, mentalmente non credo, e questi errori penso che mi serviranno per fare bene in maratona».

E 42 OLIMPICA

Ti stai allenando per vincere la maratona di…?

«Probabilmente quella olimpica del 2020. Sono nella fase in cui devo rafforzare i muscoli e capire tutti i problemi e gli errori che potrei commettere in maratona. Devo capire come prepararmi al meglio e quali errori evitare. Non c’è niente di sicuro, chiaramente gli atleti più forti del mondo si stanno preparando alla stessa maniera e quindi sarà una bella sfida».

C’è qualcosa che stai curando in particolare?

«Sto preparando tutto nel modo migliore, facendo i vari step. E se ti prepari bene, segui il programma di allenamento senza snaturare te stesso, tutto diventa più facile. Devi però un po’ dimenticare ciò che hai raggiunto per non caricarti di aspettative, io cerco di rilassarmi e di non pensarci. La cosa più importante per me è la famiglia, i miei bambini, mi danno molto sicurezza e mi permettono di rilassarmi in vista dei prossimi obiettivi, di allenarmi libero mentalmente e dai pensieri».

DA 120 A 150 MIGLIA A SETTIMANA

È così diversa la preparazione di una maratona?

«Completamente differente: passi dalla pista alla strada, con schemi di competizione e allenamento completamente diversi. In passato ero solito fare al massimo dodici competizioni in pista, adesso in un anno se tutto va bene farò due grandi maratone, non di più e forse qualche mezza e 10 km per allenarmi. Prima correvo circa 120 miglia a settimana, adesso i chilometri sono aumentati a 140-150 miglia, inoltre faccio molte più ripetute, più chilometri al mio ritmo massimo, e training di 13 miglia ad un’andatura che dovrei mantenere in maratona».

IL RITUALE PRE GARA 

Hai un rituale pre gara?

«Sì, faccio una passeggiata con molti strati di indumenti tecnici addosso come leggins e maglia a maniche lunghe che mi aiutano a sudare, a espellere le tossine e a scaricare la tensione, poi quando rientro faccio una doccia, mi rado, e mangio. La mia colazione è composta da molte proteine, pane e uova strapazzate, se devo gareggiare almeno quattro ore prima. Se la competizione è dopo due ore le uova non vanno bene e se ho fame mangio un po’ di porridge».

Come vedi il tuo futuro in maratona?

«Mi sento forte fisicamente; ho fatto dei test nella mezza maratona e so di potermi migliorare ancora tanto. Credo di avere ancora molto da dare, e sono motivato ad andare avanti per perseguire il nuovo obiettivo».

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Running Post

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *