Lisbona… di corsa!

Monumento alla Scoperta

Vai abbastanza veloce per arrivare dove vuoi arrivare, ma abbastanza lento per ammirare ciò che ti circonda… È il mio motto ed è ciò che ho fatto a Lisbona, qualche giorno in fa, in occasione della EDP Lisbon Half Marathon, abbinata alla Mini Marathon di 7 km.

Andiamo per gradi… La scusa per andare nella capitale del Portogallo me l’ha data Easy Market , dopo avere vinto una gara di 5 km riservata agli agenti di viaggio (sono andata per l’agenzia Dreamtime Viaggi by Carmen).

Che dire della gara… Siamo un bel gruppetto e la maggior parte di noi ha optato per la corta.

Si parte dall’hotel, il nostro è il Dom Pedro, poi prendiamo il taxi (ci costa appena 5 euro per un tragitto di 15 minuti), quindi prendiamo il treno (free per chi corre) che ci porta ai piedi (o quasi), del Ponte 25 De Abril. Vi giuro che non avevo mai visto così tanta gente, tutta compressa dentro ai vagoni, direi che a testa avevamo forse dieci centimetri, non di più, ma per fortuna il viaggio è stato corto.

 

Ponte 25 de Abril

 

Ci incamminiamo verso il Ponte sospeso sul fiume Tago, oggi riservato a noi runners.

Quanto è lungo, mi chiede qualcuno?

Due chilometri! Un po’ di foto e la massa infinita di persone si proietta in avanti. È lo start! Impossibile correre, almeno per i primi km. Così insieme a Ylenia, una ragazza del gruppo, cammino di buon passo scattando delle foto. I piedi fanno male perché al centro ci sono delle grate di ferro da cui s’intravede l’acqua, così mi sposto su un lato e wow, stiamo danzando. Il ponte balla, proprio come quello di Verrazzano a New York, al passaggio di tutti noi runners.

I due km sospesi terminano e la strada devia in un’area poco abitata, scandita da grandi edifici come il museo nazionale delle carrozze, poi ecco una serie di coloratissimi graffiti e infine l’arrivo lungo il viale principale del quartiere di Belèm, con il monastero dos Jerònimos a darci il benvenuto.

 

Lisbon Half Marathon

 

Medaglia al collo e gelato Magnum per tutti… Particolarmente gradito visto il caldo e il vento che ci hanno accompagnato.

Tanto sudore, ma anche tanto divertimento, perché stavolta me la sono presa davvero con calma.

Carica e piena di endorfine, che fare?!? Doccia e poi via al Castello di San Giorgio (Castelo de São Jorge), ubicato sulla collina più alta del centro storico della città. Come?!? Con il mitico Tram 28. Una carrozza di colore giallo e bianco, originaria dei primi del Novecento, che conta una ventina di posti. Un po’ di coda per prenderlo dalle parti della piazza del Commercio e poi via lungo le stradine dell’Alfama, la parte più antica di Lisbona, con le facciate delle case ricoperte di azulejos, le piastrelle di ceramica colorata tipiche del Portogallo.

 

Tram 28

 

Chiedo a un signore anziano alto e distinto se vuole sedersi al mio posto. Mi dice: «Obrigado» ma preferisce restare in piedi, e poi mi fa una mini lezione dicendo di stare attenta ai borseggiatori. Dico «Obrigado», mi corregge: «Obrigada», con la “a” perché sei una donna».

Poi mi indica il punto migliore per arrivare velocemente al Castello, ed è pochi metri dal Belvedere da cui si gode di un panorama mozzafiato.

Ci siamo, il biglietto per visitare la fortezza costa 8,50 euro; entriamo, ma si fa per dire visto che ciò che resta dell’antico edificio risalente all’XI secolo sono solo delle rovine. Ma è comunque suggestivo, abitato da pavoni che urlano e non vogliono sapere di farsi vedere in tutta la loro magnificenza, e da noi turisti infreddoliti dal vento che soffia forte e dal sole che china il capo regalandoci stupende sfumature rosa.

Ed è qui, guardando dall’alto Lisbona in tutta la sua bellezza, che termina il mio viaggio.

«Ho visto molto, ho visto quasi niente. Volevo vedere bene, forse ho visto male: è il rischio costante di qualunque viaggio». Così direbbe José Saramago.

 

Medaglia

 

 

Irene stretching Lisbona

 

 

yulia

 

 

Alfama

 

Fotografie di  Andrea Menichelli (e della sottoscritta)