La mia Reebok Ragnar Relay: 250 km non stop per 24 ore

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No, non è una semplice corsa la Reebok Ragnar Relay, è molto, molto di più… È un’avventura, un viaggio, un’esperienza in grado di stupirti (cosa non da poco) e di portarti “oltre”, oltre dove non ti aspetteresti.

Location? Lago Mälaren (Stoccolma), il terzo bacino più grande di Svezia.

Distanza? 250 km.

Tempo di percorrenza? 24 ore o più, non stop, di giorno e di notte.

Team? 5 runners per squadra (Ultra Division) oppure 10.

La mia squadra era tutta femminile, costituita da dieci runners, compresa la sottoscritta, ognuna delle quali doveva correre tre frazioni, diverse per distanza e grado di difficoltà.

 

Un momento della decorazione del van noleggiato per l’occasione

Alessandra, Arianna, Cristina, Karen, Rachele, Sara, Valeria, Veronica, Viola, questo il mio super “Wow Reebok Team”, suddiviso in due van che abbiamo decorato con Uniposca e stelline prima di partire, per distinguerci e regalare buonumore a tutti coloro che incontravamo lungo la strada.

 

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239 team provenienti da tutto il mondo 

239 i team presenti provenienti da tutto il mondo, ognuno partito a un orario differente, a partire dalle 7 del mattino. Potete capire bene come fosse assai arduo potere fare qualche chilometro in compagnia.

Così la corsa avveniva per lo più in solitaria, di giorno, al tramonto, di notte, all’alba, tutt’al più potevi scorgere qualcuno in lontananza che prendevi come punto di riferimento, ma nulla di più.

Noi siamo partire alle 11 del mattino, dal Gripsholm Castle, vicino alle sponde del lago Mälaren, passando via via attraverso le località di Mariefred, Eskilstuna, Köping, Västeras, Enköping, e Bålsta.

Le mie prime 2 frazioni di corsa

Alle 2 del pomeriggio è arrivato il mio turno. 8,5 km: un paio fronte lago, mentre i restanti immersi nel bosco. La frazione era segnalata come “moderata”, ma tanto moderata non era visto il clima tropicale e gli strappetti in salita. Aggiungiamo che ho pure sbagliato strada ritrovandomi all’improvviso in una zona militare, non valicabile, che mi ha costretto a fare retromarcia e a correre ben 2 km in più. Ma sul volo per Stoccolma avevo letto un articolo del “Corriere della Sera” dal titolo: “Imparate a perdervi: fa bene al cervello”, e allora forse inconsciamente ho voluto sperimentare la cosa.

 

 

A mezzanotte circa, ho corso la seconda frazione di 11 chilometri, considerata “hard”, con il cielo di Stoccolma ancora incredibilmente chiaro e una luna luminosa. Speravo di correre insieme ad altri runners ma così non è stato.

Il tratto si è rivelato difficile; le gambe non giravano, e la solitudine mi faceva percepire maggiormente la sofferenza.

Due frazioni ancora (ma questa volta per le mie compagne), e poi si può riposare sul van.

Sono ormai le due del mattino, cerchiamo di dormire almeno un paio d’ore, e alle 5 si riparte!

3a e ultima frazione di corsa alle 6.30 del mattino, in compagnia!

Al pensiero di correre però… Ci siamo, è il mio turno, mi aspettano gli ultimi 14 chilometri “very hard”. Alla luna avevo chiesto di correre almeno l’ultima frazione in compagnia. Sapevo che era improbabile, ma esprimere i desideri non costa nulla.

Parto! Le gambe girano, mi sento leggera, non mi fa male nessuna parte del corpo, e dopo appena un chilometro incontro Willen, un runner belga ex calciatore che per scommessa si era iscritto alla Ragnarian insieme ad altri quattro runners. Era affaticato e un po’ sconsolato perché doveva fare il doppio della mia distanza. Gli ho suggerito di “attaccarsi” a me e di procedere tranquillo. Ha detto “ci provo”. E mentre ci provava, lungo il percorso abbiamo “raccolto” altri tre runners: un americano di Washington, uno svedese e uno scozzese. “One km to Go”!!! Non potevo crederci!!!

Ero arrivata, e con me Willem!

Terminate le mie frazioni, ho atteso che il resto del gruppo facesse altrettanto, quindi tutte insieme siamo transitate sotto l’arco gonfiabile arancione che campeggiava sull’isola di Lovön, a Drottningholm Castle.

Maglietta dell’evento e medaglia al collo. Sono una Ragnarian! Siamo Ragnarians! Grazie Wow Reebok Tem per l’incredibile avventura, non mi capacito ancora, ma è tutto vero?!?

 

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La mia medaglia! Sono una Ragnarian!

 

CHE COSA HO MANGIATO E BEVUTO

Prima di partire, tutte insieme, abbiamo fatto la scorta di alcuni prodotti alimentari: mele, banane, uva, acqua, e cracker integrali made in Svezia. L’unico cibo extra per me è stato uno yogurt greco acquistato strada facendo e mangiato tra la prima e la seconda tappa.

Quando corro, infatti, preferisco avere lo stomaco quasi vuoto, perché mi sento più leggera e mi muovo meglio. E poi lo dice anche il grande Marco Olmo, meglio partire con la fame che con il cibo ancora da digerire.

Durante le tre frazioni ho inoltre assunto tre Enervit Sport Gel One Hand(uno per frazione) e tra una frazione e un’altra un Enervit Sport Protein Bar.

Ho poi cercato di bere sempre dell’acqua perché idratarsi riduce la possibilità di incorrere in crampi e affaticamento 🙂

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Eccomi barrare la terza casellina, ho tutte e tre le frazioni!

 

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Un momento del cambio della seconda frazione, con Cristina

 

 

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Spero che il mio racconto ti sia piaciuto, se vuoi vedere qualche altro scatto o saperne di più su questa “pazza” gara puoi dare una sbirciatina al mio Instagram o Facebook 🙂

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