Il mio viaggio di corsa in Qatar

IRENE skyline doha - foto running post

Il mio viaggio di corsa in Qatar… Grande poco più dell’Abruzzo, luccicante come una stella, avveniristico come una metropoli, accarezzato tutto l’anno dal sole, e chiuso in un caldo abbraccio blu. È il Qatar, una piccola penisola circondata dalle acque del Golfo Persico, posto tra gli Emirati Arabi e l’Arabia Saudita, il cui nome significa Drop of Water. Una goccia d’acqua sbucata quasi per magia dal deserto, che nel giro di pochi decenni, dando vita a una città sbalorditiva, piena di contrasti e di magia.

Non ero mai stata in stata in questo Paese e non sapevo che cosa aspettarmi. Ero entusiasta ed emozionata, e l’entusiasmo è accresciuto quando sono arrivata a Doha, la capitale, perché sin da subito mi ha mostrato un incredibile volto fatto di modernità e tradizione.

Ho viaggiato con Qatar Airways, con partenza da Venezia, e volo diretto di 6 ore. Comodo per perché abito a Ferrara, ma naturalmente potete partire anche da altri aeroporti come Milano e Pisa.

E poi c’è la novità: dallo scorso anno non occorre più il visto d’ingresso!

 

 

 

DOHA - WWW.RUNNINGPOST.IT

 

Era notte fonda quando sono arrivata in hotel, ed ero stanca ma non così tanto da non accorgermi che davanti a me, alla reception dello Sheraton Grand Doha (il primo hotel sorto a Doha, fatto a piramide con due lati dove si vede il sole nascere e tramontare), c’era il re dell’atletica: Mo Farah.

Benvenuto migliore non potevo ricevere!

Il Campione dei 5 mila e 10 mila metri era giunto in Qatar come me per correre la Ooredoomarathon: 10 km io, 21 km lui, anche se alla fine ahimé ha dato forfait a causa di un problema al tendine d’achille, accusato poco prima della partenza.

 

sheraton grand doha - foto Running Post

 

COSA FARE E VISITARE IN QATAR

 

OOREDOMARATHON

OOREDOMARATHON - FOTO BY RUNNING POST

 

Partiamo da qui, dall’evento running principale del Qatar. Si corre di venerdì (è l’equivalente della nostra domenica) ed è giunto alla sesta edizione, con circa 2400 partecipanti.

Lo start avviene ai piedi del MIA, il Museo d’Arte Islamica, alle 6.30 del mattino, al sorgere del sole.

I primi runners a partire sono quelli della maratona e mezza maratona, e a seguire, alle 7.15, quelli della 10 e 5 km (nell’attesa mi sono fatta fare un tatuaggio all’henné su braccio e mano destra). Tutte quante le gare si sviluppano lungo la strada principale, totalmente chiusa al traffico per l’occasione, con vista sul mare e gli scintillanti grattacieli. Una corsa velocissima e piattissima, ideale per chi vuole correre forte e siglare il proprio personale. Ma ideale anche per chi, come me, ama correre per passione e ammirare le bellezze che ti circondano. A tal proposito, il monumento che più mi ha colpito è stata la fontana a forma di conchiglia con la perla al suo interno, a testimonianza del passato del Paese quando l’economia si basava non sul petrolio e il gas, ma sulla pesca ittica e delle perle (poi arrestatesi con l’introduzione delle perle di allevamento di origine giapponese). E poi le enormi palme che punteggiano la strada, e gli alti edifici dalle forme più bizzarre, come la Doha Tower, sferica, con una sottile guglia in cima, che brilla di color oro (mi viene il dubbio che fosse proprio d’oro).

Un’andata e ritorno che sono volati e quando ho tagliato al traguardo ecco la medaglia, d’oro naturalmente!

E con la medaglia al collo ho ritrovato l’ambasciatore italiano, Pasquale Salzano, a Doha dal maggior scorso, che da buon sportivo ha voluto correre e sposare il motto della manifestazione “united we run”.

 

ooredomarathon - foto runningpost

 

OOREDOMARATHON - FOTO BY RUNNING POST

 

henné, doha - running post

 

ooredoomarathon - foto runningpost

 

irene righetti e anne di bonjourdarling - foto runningpost

 

medaglia ooredoomarathon - runningpost

 

LA CORNICHE

 L’allenamento post gara è di pochi chilometri, giusto per sciogliere un po’ i muscoli. Parto dall’hotel e mi spingo lungo la Corniche, la pedonale di 7 km, che si snoda sul lungomare della Baia di Doha. I grattacieli del quartiere business ti abbagliano di luce rosata e arancione, e con i colori del mattino sono davvero bellissimi. Dopo pochi chilometri scorgo i primi dhow, le imbarcazioni tipiche di legno che un tempo usavano i pescatori, mentre oggi sono utilizzate per effettuare delle mini crociere per i turisti.

Vi consiglio di correre o passeggiare lungo la Corniche all’alba perché il sole sorge dall’acqua e i raggi si riflettono sui palazzi con i vetri specchiati che si tingono di mille sfumature e bagliori. E poi di fermarvi a mangiare in uno dei ristoranti fronte baia, per gustare le specialità del Medio Oriente. Verdure tagliate in minuscoli pezzetti condite con spezie particolari, salse allo yoghurt, insalate con chicchi di melograno, lenticchie con aglio e limone, puré di fave, hummus, crocchette di formaggio, involtini di riso, khobs, il pane arabo, sono alcuni piatti che ho assaggiato. Naturalmente non mancavano gli spiedini di montone e agnello, ma che come immaginerete non ho assaggiato visto che non mangio la carne.

 

irene di corsa a doha - runningpost

 

CORNICHE DI DOHA - RUNNINGPOST

 

CORNICHE DI DOHA - RUNNINGPOST

 

FOOD DOHA - RUNNINGPOST

 

doha - foto di runningpost

 

KATARA CULTURAL VILLAGE

È un quartiere costruito a nord di Doha e inaugurato nel 2010, ed è dedicato alle attività ricreative e culturali. Sorge sul mare e ospita alcuni edifici particolari come le birds houses, alte torri con dei fori popolate da piccioni bianchi, e poi la Moschea d’oro, interamente ricoperta di pezzetti di mosaico che abbagliano, la Moschea Blu che prende il nome da quella di Istanbul, e l’anfiteatro di marmo travertino, un misto di stile classico e arabo, che può contenere fino a cinquemila spettatori.

 

birds towers - Katara CULTURAL VILLAE - FOTO DI IRENE RIGHETT

 

birds tower - KARATA CULTURAL VILLAGE

 

MOSCHEA D'ORO, DOHA - FOTO DI IRENE RIGHETTI

 

KATARA CULTURAL VILLAGE - FOTO RUNNINGPOST

 

IL TEATRO DEL KATARA CULTURAL VILLAGE - FOTO RUNNING POST

 

IL DESERTO AL WAKRAH

Esplorare il deserto è una delle esperienze più incredibili e divertenti che abbia mai fatto; dalle luci e bagliori di Doha sono finita in un altro mondo fatto di sabbia, dune, e cielo turchese senza nuvole. Sono arrivata a Al Wakrah dopo un’ora di auto, attraversando strade circondate dal deserto, con cantieri aperti un po’ ovunque, perché altre realtà stanno per sorgere in Qatar, come Lusail city, una città in costruzione a 15 km dalla capitale, che promette di essere grandiosa ed ecosostenibile.

Mentre mi guardo attorno arriviamo. Chi ci aspetta? Un gruppo di placidissimi dromedari.

Faccio una breve passeggiata sopra uno di questi splendidi animali e quindi parto per il jeep safari.

Cinture allacciate, travelgum (consigliato se soffrite di mal d’auto), e via. L’auto parte in quarta e si arrampica su per una duna altissima e poi si butta giù, in picchiata. Aiuto! E ripete, e ripete ancora…

Ci sono distese infinite di sabbia, alcune increspate dal vento, alcune liscissime, altre che recano i segni dei pneumatici di auto passate poco prima di noi. Poi all’improvviso qualcosa cambia, è il mare che entra nella sabbia formando degli specchi d’acqua argentei magnifici, è l’Inand Sea.

Ma la semplicità di questo luogo, poco prima di rientrare alla base, cede il posto al lusso del Regency Sealine Camp, un campo tendato con tv al plasma, letti sofficissimi e parquet, e baldacchini tendati sul mare.

DESERTO DI DOHA - FOTO RUNNINGPOST

 

jeep safari deserto doha - foto runningpost

 

deserto doha - runningpost

 

inane sea, qatar - foto running post

 

deserto qatar - runningpost

 

MIA – MUSEUM OF ISLAMIC ART

L’ho scorto il giorno della gara; un lungo viale alberato conduce in alto, dove spicca una costruzione bianchissima dalle forme essenziali. È il Museo d’Arte Islamica che non dovete assolutamente perdere; in primis per l’edificio che è di una bellezza spettacolare, poiché l’esterno e l’interno si fondono e confondono con l’ambiente circostante, grazie alle ampie terrazze con l’affaccio sul mare e l’ingresso con l’alta vetrata in vetro che sembra immergersi nelle acque azzurre. Tre sono i piani dove potrete ammirare diverse opere dell’arte islamica. Per la visita vi occorreranno un paio d’ore.

 

mia, doha - foto runningpost

 

MIA - FOTO RUNNINGPOST

 

MIA DI DOHA INTERNO - FOTO RUNNINGPOST

 

MIA, DOHA - FOTO RUNNINGPOST

 

MIA, DOHA - RUNNING POST

 

SOUQ WAQIF

Si trova nel distretto di Al Souq, nel centro di Doha. Fondato un secolo fa, era il luogo dove i beduini e i locali commerciavano i loro beni, in particolare il bestiame. Oggi potete trovare di tutto: tappeti, spezie, profumi, abbigliamento, gioielli, cavalli e persino falchi. Già perché in Qatar la moda o la tradizione, vuole che si possegga un falco (vero) per andare a caccia, un animale preziosissimo per i locali che, mi dicono, può arrivare a costare fino a quarantamila dollari tanto che esistono cliniche veterinarie solo per questi preziosi pennuti.

E poi c’è un luogo dove si gioca una specie di dama, e tanti ristoranti dai sapori del Medio Oriente.

 

SOUQ DI DOHA - FOTO RUNNINGPOST

 

I FALCHI AL SOUQ DI DOHA - FOTO RUNNINGPOST

 

SOUQ DI DOHA - FOTO RUNNINGPOST

 

SOUQ DI DOHA - FOTO RUNNING POST

 

MALL OF QATAR

Si tratta di un enorme centro commerciale posto a circa mezz’ora di auto da Doha, che al suo interno conta più di cinquecento negozi: brands internazionali di abbigliamento, cosmetici, grandi catene, ristoranti, caffetterie…

Ho visitato questo luogo perché qui i top atleti, compreso Mo Farah, si sono presentati al pubblico il giorno prima della Ooredomarathon, permettendo a chi volesse di ricevere l’autografo. Non vi dico la fila di persone che si è formata. Per forza, quando più ricapita di vedere da vicino un pluricampione olimpico e mondiale?!? Beh, forse a Doha succederà ancora poiché è la seconda volta che Mo vola in Qatar (la volta precedente è stato in occasione della Diamond League).

La sessione degli autografi è durata un paio d’ore, e alla fine, mi sono ritrovata a cena in un ristorante del Mall seduta a tavola con i top atleti e Mo. Wow! Non potevo crederci.

Questo è il Qatar, sa sempre stupirti, anche a tavola!

 

MALL OF QATAR - RUNNING POST

 

MO FARAH E IRENE RIGHETTI A DOHA - FOTO RUNNINGPOST

 

doha - foto runningpost

 

Il mio viaggio in Qatar termina con un’altra alba (ne ho viste ben tre durante il mio soggiorno allo Sheraton, la mia camera senza neppure chiedere era a Est, dove avrei voluto) e spero vi sia piaciuto.

Per maggiori informazioni Visit Qatar, mentre se volete prenotare il viaggio e la sua maratona potete contattare Dreamtime Viaggi.

Alla prossima avventura!

 

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