I consigli di Marco Olmo, per non sbagliare

Il grande Marco Olmo

Il Trail di Marco Olmo.

Voglio bene a Marco, è un po’ burbero, ma solo all’apparenza. In realtà è un tesoro. Posso dire di avere conosciuto poche persone come lui: franche, sincere, leali e modeste. Lui, un vero campione, che all’età di 58 anni è riuscito a battere il Monte Bianco, e non pago, a 59 anni, ha fatto il bis.

Beh, mi è piaciuto subito; di poche parole, non fa complimenti; parla se deve dire qualcosa, diversamente sta in ascolto. Studia chi ha di fronte, come studia i suoi avversari in gara. Sono ormai due anni che lo conosco, ci ho fatto anche un trail insieme, beh insomma, siamo partiti insieme, poi lui si è involato con i suoi passetti leggeri e frequenti e mi ha lasciata al mio destino.

Siamo sempre rimasti in contatto così gli ho chiesto se gli andasse di parlare di trail su Running Post. Lui non ci ha pensato un attimo. Ecco le sue parole, che non ho cambiato di una virgola.

Il grande Marco Olmo - foto Gallini

Il grande Marco Olmo – foto Gallini

LA PECULIARITÁ DEL TRAIL

Il trail? Io non ho mai capito la differenza tra corsa in montagna e trail. A parte questo, i trail sono corse nella natura ed evitano il più possibile le strade asfaltate, così da potere correre scorgendo antichi borghi e le tracce di culture dismesse in luoghi impervi. Ecco, quando passo in luoghi simili mi viene un senso di colpa. Vi chiederete il perché… Sono lì per fare una fatica inutile, penso infatti a quelli che hanno veramente lottato per riuscire a vivere di stento in luoghi simili e nella miseria. Adesso noi ci andiamo per diletto, attrezzati, vestiti con capi tecnici, mentre loro si portavano legna, fieno e tutto ciò che gli serviva.

A parte questa mia divagazione su questa ormai lontana realtà (che ho visto in gioventù), io il trail l’ho sempre fatto perché ho solo questi posti per allenarmi; percorsi intorno a Robilante, tutti sali-scendi e nella natura.

L’ATTREZZATURA

A differenza delle corse su strada il trail forse costa di più; l’attrezzatura infatti può variare in base alla distanza che si percorre e alla temperatura a cui si andrà incontro.

Per gare corte basta una borraccia, per quelle più lunghe bisogna seguire il regolamento che impone un kit di sicurezza cibo e acqua. Adesso si trova di tutto e di parecchie marche, basta non farsi influenzare dalle pubblicità, ma badare alle proprie esigenze facendo all’occorrenza piccole modifiche sul materiale.

I CONSIGLI PER NON SBAGLIARE

Iniziare sempre per gradi, non esagerare la distanza e l’andatura. Per i novizi (ma penso che ormai tutti ne sanno più di me), ogni tanto chiudete la bocca e se non ce la fate rallentate un pochino, pensate che il traguardo è alla fine.

In salita, a meno che siate dei fuoriclasse, non ostinatevi a correre alla stessa andatura, si risparmieranno energie camminando. Sappiate che è solo una gara e se qualcosa non va, piuttosto che rovinarsi una stagione è più saggio fermarsi.

C’è una massima che la dice lunga: I sentieri degli eroi sono pieni di lapidi, ma non ricordo di chi fosse.