Ho corso sulla luna

Irene Righetti durante l'Etna Trail - Foto Running Post

Ho corso sulla luna…

Circondata dalla lava cristallizzata e vestita di tutto punto con la camel bag da due litri, le ghette e il cappellino bianco parto… Destinazione? La luna. Mi sento un piccolo sherpa perché non ho mai corso con tutta quell’acqua sulla schiena, ma sono consapevole che è fondamentale per non incorrere in problemi vista la particolarità del percorso dell’Etna Trail, gara di trailrunning su diverse distanze, organizzata dall’Etna Trail A.S.D., che si svolta domenica scorsa a Linguaglossa (Catania).

Ignoravo ogni aspetto di questa gara ed ero un po’ in ansia perché, anche se non dovevo correre la 94 km (partita la sera prima dal paese) non avevo mai corso 24 km del genere, con il terreno che è una sorta di terreno extraterrestre, perché è stato sputato dalla bocca del vulcano anni e secoli prima.

 

Etna Trail - Foto di Tommaso Gallini per RunningPost

 

Sapevo solo che poco tempo fa, sul manto impervio dell’Etna, erano stati fatti degli esperimenti scientifici per via della somiglianza all’ambiente lunare e al pianeta Marte.

Ci siamo quasi… Faccio dei respiri profondi, sistemo il cappellino e parto.

La prima parte è tutta in discesa e nel bosco, così spingo sulle gambe, e inizio a volare. Poi all’improvviso dopo circa 5 km il verde scompare e mi ritrovo in un abbraccio nerissimo. Lo stupore è infinito. Metri e metri di lava. Mi fermo ad ammirare l’immensa distesa di detriti un tempo incandescenti.

Click, click e come me fa Giorgio Loda, un trail-runner di Brescia, esperto di monti, che da quel momento diventa il mio compagno di avventura. È lui a guidarmi nella scalata lunare a quota 2300 metri, quando la corsa si fa davvero dura ed è necessario puntare bene i piedi sennò scivoli e torni al punto iniziale. Ed è sempre lui che nei canaloni mi suggerisce di buttarmi come fosse neve fresca, con i talloni, senza paura.

 

 

EtnaTrail 2017 - foto Tommaso Gallini

 

Detto fatto e ricomincio a volare; mi sento un’aliena, sono in grado di rimbalzare senza fatica, sfiorando appena la sabbia e i cespugli gialli che sembrano madrepore in mezzo al mare.

Non ho mai pensato “chi me lo ha fatto fare”, la fatica si sente eccome ma caspita, mi diverto, torno a essere una bambina, gioco con la sabbia, mentre i miei occhi sono immersi nella violenta bellezza vulcanica. Così quando arrivo in cima e vedo l’Etna, vaporoso e biancheggiante sono felice, felice di avere preso parte a una gara inaspettata, sapientemente organizzata da Carmelo Santoro, il presidente dell’Etna Trail ASD, e da Rosita, con la collaborazione di tutto il team.

Ci resta solo la discesa, morbida come una trapunta. Così mi butto e corro, corro, più che posso. Sorpasso qualcuno, qualcun altro sorpassa me, mentre la polvere fluttua e mi ricopre le gambe e il viso.

Sono oltre tre ore che corro e cammino, e sento un po’ di stanchezza.

«Giorgio, camminiamo un po’», chiedo. Camminiamo. Attraversiamo un’immensa distesa fatta di cespugli tondeggianti di colore verde acido che sembrano di velluto, ma pungono come porcospini.

 

Etna Trail - Foto Running Post

 

Mancano tre chilometri appena, ricomincia la salita, leggera e continua. E qui la fatica si fa sentire. Si torna nel bosco e il nero lavico si allontana. Capisco che è quasi finita e sono incredula, sono riuscita a correre senza problemi chiudendo la competizione entro il tempo limite delle cinque ore, 4 ore e 19 minuti.

Medaglia di legno al collo; mi sembra di essere appena uscita da una miniera, e mi avvio verso il ristoro. E anche se lo stomaco è chiuso è impossibile resistere alle prelibatezze preparate da Marco e dalla moglie, che hanno passato gli ultimi tre giorni a tagliare cocomeri e a cucinare pasta. Pasta alle melanzane e ricotta salata, brodo, formaggio, frutta fresca e mandorle a volontà.

Mi siedo sulla panchina, allungo le gambe e chiudo gli occhi, e ripenso alla corsa, alla sabbia, al nero e alla neve, e a tutte le persone fantastiche che ho incontrato in questa trasferta siciliana, che mi ha portato a Linguaglossa, paese assolato, ammantato di un’eleganza antica, dove la cortesia e disponibilità sono di casa.

 

EtnaTrail - Foto Tommaso Gallini per Running Post

 

 

Etna Trail - Foto Tommaso Gallini per Running Post

 

 

Etna Trail - Foto Tommaso Gallini per Running Post

 

 

Etna Trail - Foto Tommaso Gallini per Running Post

Fotografie di Tommaso Gallini

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