Fast Sunday Morning

Devi velocizzarti! Devi velocizzarti! Devi velocizzarti! Fai delle gare corte così alleni tutti i muscoli, eviti gli infortuni e non ti trasformi in un bradipo. E io che puntavo a una mezza maratona. Ma questa volta l’imperativo è giunto da più parti e allora…

Sono corsa ai ripari! Domenica ho preso parte al Trofeo Perisinotto, in programma a Cona (Ferrara)… 5 km veloci, su strada, vicini a casa. Meglio di così!

Una gara facile ma non se decidi di spingere. Ovviamente appena ho visto il percorso (sempre il solito da decenni) mi sono fatta prendere dai ricordi. Quanti anni avevo quando la corsi l’ultima volta?!? Forse 15-16 anni. Ahahhahaha.

Tra l’altro dovete sapere che non si tratta di una delle solite competizioni domenicali; organizzata da sempre da Fabio Nava (correvo nel suo team tutto femminile) ieri la manifestazione ha compiuto trent’anni. Un bel traguardo. E ogni anno presenta un parterre di super atleti. Basti pensare che Laura Fogli l’ha vinta 5 volte e Salvatore Bettiol una volta. Poi si deve essere diffusa la voce che: «è una bella gara, regolare, puoi fare il tempo, ecc.», ed ecco che improvvisamente si è fatta sempre più veloce. Sono arrivati gli africani e han fatto man bassa, ecco giusto per fare un nome la marziana Margaret Okayo, che nel 2000 stravinse e lo stesso anno trionfò alla Maratona di New York.

Così da anni gli africani spadroneggiano, tanto che gli ultimi italiani a vincere il trofeo sono stati Massimiliano Ingrami nel 1996 e Gigliola Borghini nel 1998.

Dai Irene non perderti… Torna alla gara. Eccoci, si parte! Al polso avevo il Vivoactive HR settato su passo, tempo e distanza. Mi sono posizionata nelle retrovie, ma appena ho sentito lo sparo mi sono fatta prendere dalla foga e dallo spirito agonistico che evidentemente si era solo assopito e mi sono lanciata in avanti, così che il primo chilometro l’ho corso a 4’ netti. Troppo, non sono allenata per mantenere una tale velocità così ho rallentato, sempre di più: 4.15, 4.25 e noooo basta… Ecco sono scesa fino a 4.50.

C’era un caldo pazzesco e il giro lo conoscevo, tutto asfalto in mezzo a una campagna piatta, senza uno straccio di albero. Aiutooo!!! hanno iniziato a sorpassarmi diverse donne. No dai. Ero partita bene. Stringo i denti e al 4° km ho aumentato il ritmo settandomi sui 4.25; riprendo tre avversarie che mi avevano superato poco prima. Guardo il Vivoactive HR, mancano cinquecento metri, che faccio? Aumento ancora! E poco prima della curva che piega sul traguardo ho accelera e, superato un’altra avversaria e voilà ho chiuso in 22.34’.

Good job Vivoactive HR, domani proviamo la piscina 😉

Poi il finale… All’arrivo chi ti trovo? Tante amici e amiche runners e Laura Fogli, per me la più grande maratoneta della storia italiana, che mi dice: «La prima volta che corsi questa gara era il 1976. C’erano pochissime donne ma non arrivai insieme ai primi uomini, erano molto forti a quel tempo: Pambianchi, Magnani, solo per citarti qualche nome». Epperòòòò. Il ricordo più forte? «La battaglia che feci nell’84 con Emma Scaunich, fu molto dura». Chi vinse alla fine? «Vinsi io».