Di corsa a Marrakech

È la terza volta che mi reco in Marocco, la seconda a Marrakech; la prima in occasione della mezza maratona, invece pochi giorni fa  semplicemente perché avevo una voglia matta di rivivere questa città dai mille contrasti di corsa e camminando tra le sue strade e vicoli incasinatissimi.

 

COSA FARE E VEDERE A MARRAKECH

 

Piazza Djemaa el-Fna

Tutto ruota attorno a Djemaa el–Fna, la piazza principale di Marrakech, o meglio il cuore pulsante e l’anima della città. Da qualsiasi punto si arrivi l’attrazione per questo enorme spiazzo ‘vibrante’ è inevitabile. In questo luogo, dove un tempo si attuavano le pubbliche esecuzioni, oggi al contrario regna la vita, il folclore, il colore, la tradizione, e non è un caso se l’Unesco l’abbia dichiarata “Capolavoro del Patrimonio orale e immateriale dell’Umanità”.

Una piazza che muta nel corso del giorno: quando la luce affiora ci sono i chioschi che vendono spremute d’arance per pochi dhiram, e poi le donne avvolte nell’abito tradizionale che fanno i tatuaggi all’henné (ne ho fatto uno bellissimo sul braccio che vedete nella foto, mi raccomando però contrattate il prezzo prima che inizi a disegnarvelo nella parte prescelta o farete la mia fine…), i venditori d’acqua con i loro cappelli di paglia ornati di fiocchi, gli incantatori di serpenti… E poi ai margini della Piazza ecco calessi trainati dai cavalli, e poi asini attaccati a carretti stracarichi di pane e di dolci, e purtroppo anche qualche motorino che sfreccia a tutta velocità sfiorando i passanti. Ma questa è Djemaa di giorno perché di sera è tutta un’altra storia. Al crepuscolo le bancarelle si ritirano lasciando il posto ai cantastorie, ai musici gnaoua, ai danzatori e soprattutto ai ristoranti a cielo aperto che in fretta e furia montano le strutture allestendo tavoli e panche, e dove team di cuochi cucinano spiedini di carne di ogni tipo, ma anche sardine fritte (non so quante ne ho mangiate!), inondando la piazza di fumi e di profumi a cui è impossibile resistere.

 

Piazza Jamaa el Fna di Marrakech - www.runningpost.it

Il mio super tatuaggio all’henné nero che ho fatto in piazza Jamaa El Fna

 

Piazza fama el fna di notte - www.runningpost.it

La piazza trasformata in un mega ristorante all’aperto dove tutto è fumante

 

La Koutobia

La Moschea di Koutoubia, la più grande di Marrakech, con il suo minareto alto 77 metri di altezza. Si trova nel distretto della medina sud-occidentale di Marrakech ed è decorata con finestre curve, una striscia di merli in ceramica, a punta e archi decorativi; ha una grande piazza con giardini ed è illuminata di notte.

 

La Koutobia - www.runningpost.it

 

Souks della Medina

Il primo giorno io e Tommy ci siamo persi spingendoci in uno dei tanti vicoli dei souks della Medina. Ci siamo spaventati perché non riuscivamo più a orientarci, e solo dopo molti tentennamenti abbiamo ritrovato la retta via che ci ha ricondotto a Jamaa el Fna. Nei souks troverete merce di ogni tipo: tappeti, ciabatte, gioielli, lampade, cuscini di seta, ma anche artigiani veri, intenti a tingere matasse di lana, e a modellare il ferro per trasformalo in lumi o in oggetti d’arredo.  E poi spezie, profumi, e insomma qui potrei restare tutto il giorno, ma con il marito al seguito è impossibile.

 

souks di marrakech - www.runningpost.it

 

marrakech - www.runningpost.it

 

Palazzo El Badi

Il mio luogo preferito!!!!!!!!! E la location prescelta qualche giorno fa da Dior per la sua sfilata d’alta moda.

Un palazzo cinquecentesco voluto dal sultano Ahmed el Mansour, del quale oggi restano solo alte rovine che ospitano enormi nidi di cicogne. In origine aveva 360 stanze , un cortile lungo 135 metri, una piscina lunga 90 metri e larga 20 metri, ed era interamente decorato con marmi italiani e oro. Fu costruito nell’arco di 25 anni, ma successivamente venne distrutto dal sultano Alawita Moulay Ismail, che lo spogliò dei materiali più preziosi per dare vita al suo palazzo di Meknès.

 

el badi, marrakech - www.runningpost.it

 

Palazzo El Bahia

Uno stupendo palazzo del XIX secolo; fu la residenza del gran Visir Bou Ahmed che servì il sultano Moulay al – Hassan. L’esterno è anonimo ma l’interno è una meraviglia, tutto infatti è finemente decorato con piastrelle coloratissime, i soffitti sono dipinti, le porte… 150 è il numero delle stanze, e poi c’è l’harem e l’ampia corte d’onore un tempo affollata di persone che invocavano la clemenza del despota.

 

Palazzo El Bahia - www.runningpost.it

 

La Menara

Un luogo che amo particolarmente, un magnifico parco considerato il polmone verde di Marrakech, interamente punteggiato di ulivi e  con i monti dell’Atlante innevati che lo incorniciano.

Arrivo a La Menara di corsa, insieme a Tommaso, mio marito, 6 km andata e ritorno ( partendo da la Koutobia). C’è una pedonale che costeggia la strada principale che ti porta direttamente all’ingresso del parco, dove trovi un cancello che vi proietta nell’antico padiglione e nel grande bacino d’acqua artificiale.

 

LA MENARA, MARRAKECH - www.runningpost.it

 

Giardini Majorelle e Museo di Yves Saint Laurent

Sono dei guardini lussureggianti ricchi di piante tropicali di ogni tipo, con bellissimi specchi d’acqua pieni di ninfe e pesci rossi; in questo luogo vi abitava il pittore Jacques Majorelle, che dopo la sua morte, nel 1962, passò allo stilista francese Yves Saint Laurent che ne acquistò la proprietà.

Al suo interno si trova un padiglione di colore blu, che ospita un piccolo museo di arte berbera.

Accanto ai giardini è ubicato il Museo dedicato aYves Saint Laurent, dove si possono ammirare le immagini dello stilista in compagnia di molte star, e poi una serie di magnifici abiti e gioielli.

N.B. All’ingresso di Jardin Majorette è possibile fare  un biglietto unico che prevede la visita ai giardini e al Museo.

 

jardin majorelle, marrakechj - www.runningpost.it

 

museo yves saint laurent di marrakech - www.runningpost.it

 

International Marathon of Marrakech

Ogni anno, alla fine di gennaio, si corrono la maratona e la mezza maratona, con start nell’Avenue de La Menara, alle ore 8.30.

Una corsa veloce e bella, che cade in un periodo fresco, ideale per correre.

Correrò ancora la mezza maratona il prossimo 26 gennaio 2020, chi volesse venire con me può contattare la Dreamtime Viaggi by Carmen, la mia agenzia preferita che organizza trasferte di corsa nelle più belle (e inusuali) località del mondo.

 

INFO POINT

 

MARRAKECH - WWW.RUNNINGPOST.IT

 

Documenti

Passaporto con validità di almeno sei mesi.

Quando andare

La temperatura a Marrakech d’inverno si aggira tra i 13 e i 21 °C; d’estate può fare molto caldo per cui i mesi migliori per visitare la città sono quelli invernali e primaverili. Da evitare, se potete, le prime due settimane di Aprile perché coincidono con le vacanze scolastiche di tutto il Marocco e Marrakech è super affollata.

Lingua

Ufficiale è l’arabo, ma tutti parlano il francese.

Valuta

L’unità valutaria è il Dirham, diviso in centesimi. 1 euro vale circa 10,00 Dirham.

Cucina

Il couscous a base di semola, che si accompagna a ogni genere di pietanza; il tajine, stufato marocchino, preparato nella tradizionale pentola conica di coccio, che mantiene la carne calda e tenera, e le brochette, spiedini di pollo o di montone insaporiti da spezie e servite con khubze harissa, una salsa a base di peperoncino piccante, e le mie amate sardine fritte.

 

Un piatto tipico di Marrakech - www.runningpost.it

 

 

tajine di verdure - www.runningpost.it

Tajine di verdure, uno die miei piatti preferiti

 

Imperdibile

Un tè dall’alto di una terrazza che si affacciano su Jamaa, e un aperitivo a La Mamounia, l’hotel di lusso situato nel cuore di Marrakech, votato miglior albergo del mondo 2018 (lo vedete sotto, sì sto facendo stretching, ma dopo mi sono fatta un super aperitivo con il mio maritino).

 

LA MAOMUNIA DI MARRAKECH - www.runningpost.it

Eccomi a La Mamounia, in uno degli spazi che preferisco, di ritorno da una corsa di 5 km.

 

Nota bene

Marrakech non è proprio il luogo ideale per correre essendo la città piuttosto caotica, attraversata da auto e motorini che sfrecciano a gran velocità. E’ vero però che presenta ampi viali interdetti ai mezzi motorizzati che si congiungono a giardini al cui interno è possibile fare running.

Il luogo per antonomasia dove correre è il parco de La Menara (a poco più di due chilometri dal cuore della città), che si estende per 1200 metri di lunghezza e ottocento di larghezza.

 

Foto di Tommaso Gallini

 

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