Corsa e ipotensione

Succo di kiwi - www.runningpost.it

Alzi la mano chi non ha mai sofferto di pressione bassa?!? Chi corre o fa sport in generale si accorge subito che qualcosa non va, ci si sente deboli, privi di forze, talvolta la testa gira, e non riusciamo a fare un passo in avanti. E in quei momenti si dice bye-bye all’allenamento. Personalmente ne so qualcosa, soprattutto con i primi caldi e nel periodo estivo. Che fare? Come correre ai ripari?

Ce lo spiega Elisa Pampini, dott. sta in Scienze Naturali e Naturopata (suo Puravida).

Si parla di ipotensione, o pressione bassa, quando i valori pressori si presentano al di sotto dei 50/90-100 mm HG. Pur non trattandosi di un sintomo allarmante, porta a fastidiosi capogiri, ronzii alle orecchie, sudori freddi, senso di debolezza e irritabilità, oltre a pallore generalizzato al viso, alle mucose e alle unghie. In casi estremi si può arrivare allo svenimento.

È una condizione diffusa tra le giovani donne, spesso legata a una situazione di anemia e di natura congenita. Può manifestarsi anche in chi assume diuretici, betabloccanti, antidepressivi oppure può associarsi a ipotiroidismo. In alcuni casi può trattarsi di un fenomeno occasionale dovuto al caldo eccessivo, a un calo glicemico o addirittura a un evento shockante.

Oltre a correggere la condizione di anemia, qualora presente, è possibile lavorare sulla problematica in maniera specifica attraverso l’alimentazione.

Il caffè, per l’azione cardiotonica, sembra dare una sferzata immediata di energia, ma alcuni studi dimostrano che sul lungo periodo possa aggravare l’ipotensione: il caffè ha infatti un’azione natriuretica, cioè provoca eliminazione di sodio attraverso le urine, il che si accompagna alla diminuzione dei valori pressori. Meglio optare per un tè verde, che ha un basso contenuto in teina e la rilascia gradualmente, sostenendo l’organismo nell’arco di diverse ore. Indicati il tamarindo e il karkadè, con effetto regolarizzatore sia in caso di ipo che di ipertensione, o l’infuso di rosmarino; quest’ultimo può essere assunto anche in forma di macerato glicerico, alla dose di 30 gocce in acqua 3 volte al giorno.

Bere molto è in assoluto il consiglio più importante, perché spesso ipotensione e disidratazione vanno a braccetto. Tanta acqua, ricca di elettroliti, ma anche succhi e centrifugati di frutta e verdura, in particolare arancia, barbabietola, kiwi e mandarino, per il contenuto in vitamina C.

Un rimedio noto e gradito è rappresentato dalla liquirizia pura, sotto forma di bastoncini o caramelle di puro succo: il suo principio attivo, la glicirrizina, esplica la sua azione a livello renale aumentando l’efficacia del cortisolo (un ormone steroideo detto “ormone dello stress”) e innalzando quindi la pressione sanguigna. Attenzione però a non esagerare: a dosi elevate la glicirizzina provoca ritenzione idrica e problematiche cardiache.

È fondamentale l’integrazione salina, soprattutto di magnesio e potassio. Via libera dunque agli alimenti che ne sono ricchi: albicocche secche, uva passita, cacao amaro, banane, verdura a foglia verde, zucche, zucchine, patate, fagioli, mandorle, riso integrale.

Ottimi integratori naturali sono i prodotti dell’alveare: polline, miele e pappa reale. Ricchi di minerali e vitamine, enzimi, proteine e carboidrati, consentono di “ricaricare” l’organismo senza sovreccitarlo come avviene con le erbe adattogene (ginseng, guaranà, eleuterococco, ecc.) che possono provocare tachicardia e insonnia.

Da ricordare anche le alghe, fonti di minerali tra cui soprattutto sodio e iodio.

Attenzione invece agli alcolici: l’alcool ha un effetto vasodilatatore, che rende la spinta del sangue sulle pareti arteriose ancora più blanda. Evitare poi pasti troppo abbondanti e pesanti, che tengono l’organismo impegnato in una lunga digestione provocando la cosiddetta ipotensione postprandiale; meglio pasti piccoli, leggeri e frequenti, a base di frutta fresca e secca, verdure a foglia verde, cereali integrali e legumi.