Correre la maratona sotto le 2 ore, possibile?

Correre la maratona sotto le 2 ore? Sogno o realtà?

Il record del mondo in maratona è di 2h02’57” ; lo ha siglato Dennis Kipruto Kimetto nel 2014, in occasione della maratona di Berlino. Ha spazzato via il precedente primato di 2h03’23” che il connazionale Wilson Kipsang aveva fatto registrare solamente un anno prima.

Incredibile come il record mondiale dal Duemila ad oggi si sia progressivamente abbassato.

Ma è possibile fare ancora meglio? Sembra un’impresa molto ardua, anche perché quando affronti 42 km e 195 metri tutto può succedere. Partiamo dal fatto che il giorno della competizione devi essere in condizioni fisiche (e mentali) ottimali, il vento dev’essere praticamente assente, il clima non deve essere troppo freddo ma neppure troppo caldo, e via dicendo…

E poi bucare il muro delle 2 ore significherebbe viaggiare alla velocità della luce per una distanza del genere.

C’è chi crede che si possa arrivare a tanto ed è Nike che ha fatto del motto “Impossible can be possibile” il suo credo e ha messo a punto il progetto denominato Breaking2.
Che cosa significa scendere sotto le 2 ore? Vuol dire ridurre del 3% l’attuale record mondiale degli uomini.
Per raggiungere questo ambizioso obiettivo, Nike sta lavorando con un team composto di specialisti in vari campi della scienza e dello sport, ma soprattutto ha preso sotto la sua ala tre fuoriclasse: Eliud Kipchoge (proveniente dal Kenya, è il campione olimpico in carica, ha vinto due volte di seguito la maratona di Londra e molte prestigiose 42 km), Lelisa Desisa (atleta etiope, ha un personale in maratona di 2h04’45”) e Zersenay Tadese (atleta eritreo, nel 2012 ha vinto i Mondiali di mezza maratona).

Eliud l’ho conosciuto a Londra e gli ho parlato; ha 32 anni ma sembra averne molti di più, però ciò che conta sono le gambe e la testa in grado di portarlo sempre lontano. E che abbia una gran testa basta lo dimostrano le sue parole… Leggete ciò che mi ha detto a proposito del momento decisivo per scattare in avanti e tentare il colpaccio:

È una cosa quasi soprannaturale. Tu devi avere una perfetta connessione tra mente e corpo. La mente ti dice di accellerare e senti subito se il corpo la segue. Devi sapere quando è il momento e devi essere molto sicuro perché potresti perdere la gara. La testa ti dice di andare ma il corpo non è ancora pronto e fai quella progressione di 100-200 metri ma poi ti pianti e perdi la gara. Oppure vinci.

A quando la sfida?!?

Data e luogo della prova per abbattere il limite delle due ore saranno rivelati il prossimo anno.

Stay tuned 😉

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Eccomi con Kimetto a Londra, lo scorso anno.

Eccomi con Kimetto a Londra, lo scorso anno.

 

Foto di Tommaso Gallini