Che corsa la Rampagada della Val Rendena

“The final countdown” (degli Europe, of course), a darci la carica pochi minuti prima dello start della 38a edizione della “Rampagada”, la gara podistica di 14,065 km, in programma ieri a Mavignola (piccolo paese a 1.123 metri, del comune di Pinzolo), nella splendida Val Rendena.

Una distanza insolita, messa a punto da Angelo Fedrizzi, vice presidente della Pro Loco G.S. Mavignola, nonché maratoneta doc, che ha sottolineato: «È un terzo della maratona, non un metro di più. Una distanza ideale per una corsa in montagna». Perché Rampagada? «Non sarebbe corretto il termine “rampagada”  perché “rampagar” in dialetto trentino significa scalare, ma la gara è stata battezzata così trentotto anni fa quando il percorso era più impegnativo, quasi “verticale”».

Alle ore 17 e poco più (già perché nel frattempo tra la gara dei bimbi e la competitiva si è scatenato un fortissimo temporale che ha richiesto l’intervento dei vigili del fuoco), la partenza nel cuore del piccolo borgo fatto di case di legno con i fiori ai balconi, l’antica chiesetta affrescata, e due vasche di pietra colme di acqua limpidissima e ghiacciata, una delle quali un tempo doveva probabilmente servire per lavare i panni.

Salite, discese, sottobosco, attraversamento del torrente Sarca, transitando su assi di legno e ponticelli, e vedute mozzafiato sul Crozzon, l’Adamello e la Cima Tosa (la vetta, mi ha spiegato Mattia, figlio di Angelo, fino alla scorsa primavera più alta delle Dolomiti di Brenta).

Com’è il percorso? Nervoso, ma mai troppo impegnativo, per correrlo però è necessaria una buona preparazione, diversamente si può optare per la versione short di 5 km, adatta anche per i camminatori. La prima parte è piuttosto tosta, con una salita continua di parecchi chilometri, poi via via le salite si alternano alle discese, rendendo così godibile questa corsa immersa nel verde, che ha visto la partecipazione di circa 250 atleti.

Il punto più bello? Personalmente sono rimasta a bocca aperta quando, a trequarti di gara, davanti a me ho scorto l’Adamello con i suoi ghiacciai, e quando poco prima di entrare nel paese, tra il verde degli abeti, si è levato un vapore denso simile a nuvole bianchissime. Dov’è il cielo e dov’è la terra?!?

Ci siamo, manca poco, me lo ricorda un volontario al bivio della strada che conduce al traguardo e si divide in due, una parte si sviluppa in salita e una in discesa. «Spero di deviare in discesa», gli urlo. Naturalmente no, gli ultimi metri sono tutti in sù, il traguardo c’è ma non si vede perché è in alto. Dai, dai, ultimo sforzo, ci siamo! Un tappeto rosso di alcuni metri ci accoglie accanto alla piccola chiesa. Arrivo! Mi rifocillo al ristoro: pezzi di pesca, mela, banana e poi frutta secca e crostate.

Nel frattempo apprendo che i vincitori assoluti sono Marco Filosi, che ha chiuso con il tempo di 51 minuti e 51 secondi, e in campo femminile Elisa Battistoni, 1 ora e 58 secondi. Vincitori che ritrovo in serata, all’interno del teatro tenda, dove ci attende una saporita cena a base di polenta, formaggio, salsicce e crauti, seguita dalla premiazione dei primi tre atleti di ogni categoria, alla presenza del sindaco di Pinzolo, Michele Cereghini, e del vice sindaco, Albert Ballardini.

Bravi! Un dieci e lode agli organizzatori!

Fotografie di Pierluigi Benini.