Campiglio Run: bella e impegnativa “il giusto”

La Campiglio Run, la non competitiva di 10 km, organizzata dalla Proloco di Madonna di Campiglio, sarebbe stata la mia seconda podistica in montagna (almeno per il 2015), e l’avrei corsa con Silvia (mia sorella) e invece? Il giorno precedente la gara, mi è venuta la febbre alta e un malessere generale (grazie Bengio, Milla e papà per l’assistenza).

Per fortuna avevo saggiato il luogo il sabato, facendo una corsetta lungo un sentiero (dell’orso, lo stesso della gara) immerso nel verde, ammirando le Dolomiti del Brenta e la vetta ghiacciata dell’Adamello .

Ed ero ai nastri di partenza (anche se piuttosto spossata e indebolita), il giorno della manifestazione, perché volevo assistere a questa manifestazione (che mi aveva segnalato papà Fabio) ideata da Emanuela Moschetti, proprietaria dell’hotel St. Raphael, e podista di lungo corso: «Ho partecipato a tutte le Majors (nel suo ufficio campeggiano le medaglie), anche se pensandoci mi manca la 42 Km di Tokyo, che hanno aggiunto di “recente”. Per quanto riguarda la Campiglio Run, si tratta della quinta edizione; il percorso è abbastanza impegnativo, con un dislivello di 650 metri, e si sviluppa soprattutto tra i sentieri qui attorno, c’è pochissimo asfalto». Ed era in Piazza Sissi (luogo della partenza) a tagliare pezzetti di mele e arance per i runners, mentre i cuochi cucinavano polenta e salsicce per il post gara.

Mi sarebbe proprio piaciuto prendere parte alla Campiglio Run, una competizione perfetta per le mie gambe, impegnativa il giusto: non troppo lunga e non troppo “verticale”. E invece mi sono dovuta accontentare delle impressioni post gara degli atleti e di Silvia. Vabbè, comunque mi prenoto per il prossimo anno!

Silvia entusiasta e per nulla affaticata, giunta al traguardo dopo circa un’ora mi ha spiegato: «Temevo un po’ il dislivello, correndo praticamente sempre in pianura e invece, forse per via del clima fresco rispetto ai giorni afosi di Milano o per il percorso quasi interamente all’ombra all’interno dei boschi, non ho patito la distanza. I primi due chilometri sono stati i più tosti, sempre in salita, poi abbiamo corso per lo più su falsi piani, e le salite erano dolci e i sentieri ben battuti. Poi a metà gara il ristoro con l’acqua mi ha rigenerata. Una corsa ben organizzata, da ripetere».

Chi sono i primi atleti?

In campo maschile l’ha spuntata (per 4 secondi sul secondo) Enrico Benedetti che ha chiuso in 42 minuti netti. Penserete, sarà un montanaro, abituato alle salite e invece?!? Enrico abita in una località che respira lo iodio del mare, Rimini; era in vacanza a Campiglio con la moglie e le figlie Arianna ed Elena, rispettivamente di 3 e 5 anni, che già arrampicano, mi ha raccontato con una punta d’orgoglio. E della gara cos’ha detto? «Una bella corsa con una prima parte più impegnativa e un secondo tratto più facile con tanti sali-scendi. Era la prima volta che la correvo e mi è piaciuta molto».

La prima donna è una bella ragazza bionda che conosce bene questi monti, visto che è proprio di Madonna di Campiglio, e si chiama Anna Zambanini, una vera sportiva che d’inverno scia e d’estate pratica trail running. Mi ha spiegato dopo avere tagliato il traguardo: «Non era la prima volta che partecipavo a questa corsa, ma il percorso di quest’edizione è più bello, vario e “nervoso”».

Per la cronaca, la Campiglio Run fa parte del 12° Circuito Podistico Val Rendena che vede altre quattro gare: La Madonnina (12 luglio), la Slaifera Carisöla (19 luglio), La Rampagada (8 agosto), e la Masanel (23 agosto).

Avrò quindi modo di rifarmi con un’altra corsa in montagna!

Classifica maschile:

1° Enrico Benedetti: 42:00

2° Gabriele Simi: 42:04

3° Alex Rodigari: 42:15

4° Marco Filosi: 42:37

5° Fabio Trentin: 42:39

Classifica femminile:

1° Anna Zambanini. 51: 08

2° Milena Simoni 52:08

3° Susanna Neri: 53:24

4° Marina Lazzari: 54:18

5° Barbara Catturani: 1:00:12

 

Fotografie di Pierluigi Benini