Aspettando la maratona si corre a Central Park

Che caldo questa mattina! Vestita con la maglia termica e i leggings, mi sono presto resa conto di avere fatto un errore. Una temperatura particolarmente mite e umida infatti ci ha accolto alle prime luci del giorno. E allora via la maglia, mettila in vita e corri.

Con il gruppo di Born2Run, capitanato da Stefano Baldini, Laura Fogli e Fulvio Massini, ho percorso la Fifth Avenue, quindi ci siamo spinti all’interno del parco, probabilmente il più bello del mondo. Almeno per me. Saranno gli alberi che in questo periodo virano dal giallo ocra all’arancione, i ponti che sembrano disegnati da un pittore,  il lago di Jacqueline Kennedy Onassis o meglio il Reservoir, gli scoiattoli, non lo so. So che lo adoro e basta.

Qualcuno dei maratoneti accanto a me ha già corso diverse 42 km, qualcun altro è all’esordio e mi chiede qualche consiglio. Non che io l’abbia corsa tante volte, una sola per la verità, nel 2013, ma sufficiente per capire come è bene affrontarla. Con tanta calma!!!

Ho chiacchierato senza sosta con i Nati per correre, soprattutto con un gruppo nutrito del Vicenza Runner.

Ecco che cosa mi hanno raccontato:

Stefano Barcarola, emozionato di correre a Big Apple: «Ottima organizzazione, stupendo correre di mattina sulla 5a strada e ora in questo magnifico parco».

Il compagno di allenamento Andrea Conte non si è tirato indietro, contento di entrare nella conversazione: «Si tratta della sesta maratona, ma è la prima volta che prendo parte a quella di New York. Ho deciso di correrla perché questa 42 non può mancare nella vita di un maratoneta».

Andrea Sinigallia, vice presidente del Vicenza Runner: «Mi piace l’atmosfera, la città, e non vedo l’ora di correre anche perché dicono che il tifo sia incredibile lungo il percorso».

E c’è anche chi l’ha corsa più volte, come Antonio Irmici, e offre qualche utile consiglio ai neofiti: «Partite con molta tranquillità; pazientate fino al 25° km, ci sono diversi ponti, come il Queensboro dove si decide la gara. Dal 30° km in poi se avete preservato le energie potete spingere ».

Andiamo a zig zag dentro il parco; 5 km tranquilli e torniamo in hotel per una doccia. Poi via all’Expo, presso lo Jacob K. Javits Convention Center, per il ritiro del pettorale e acquistare qualche capo di abbigliamento o integratore da utilizzare il giorno della gara.

Domani si replica!

 

 

 

 

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