A Gualdi e Hanspeter il Giro del Lago di Resia

Che corsa il “Giro del Lago di Resia”, una gara di 15,3 km, con partenza e arrivo nel paese di Curon (Bolzano), che si snoda interamente sulle sponde del magnifico lago con il campanile che sbuca dall’acqua.

Finalmente ce l’ho fatta (lo scorso anno l’ho persa per un pelo) e l’ho corsa senza problemi, per una volta l’ipotensione mi ha agevolato facendomi adattare perfettamente alla quota, siamo a 1520 metri sul livello del mare!

Certo all’inizio ho faticato un po’, del resto vengo dall’umida pianura e non sono abituata all’aria rarefatta. Ma dopo i primi faticosi quattro chilometri le gambe sono diventate più leggere, il fiato si è regolarizzato tanto che non ho mai smesso di parlare con Rosario, mio compagno di corsa.  Così saputo che Ross (il suo nickname) è stato un buon mezzofondista sugli 800 e 1500 metri,  ha un ottimo spunto finale, e come me ha corso un’unica maratona.

Tornando alla competizione devo ammettere che gode di uno scenario mozzafiato: verdi montagne, l’aspro ghiacciaio Ortles (la montagna delle Alpi alta 3905 metri) e il lago azzurro. Il tutto condito da ingredienti che ne fanno una gara di assoluto livello.

Dal village ricco di prodotti tipici della Val Venosta (ho fatto scorta di mirtilli, lamponi, ribes e mele), alle docce e servizi pulitissimi con pile di morbida carta igenica e salviette usa e getta per le mani, al parcheggio ampio e ordinatissimo, al ricco pacco gara (contenente integratori, succhi bio e un utile zaino da montagna), al tendone dove si è svolta la festa post gara stile Oktoberfest, alla sorpresa finale con i fuochi d’artificio sull’acqua. E poi la band a metà percorso, giusto prima della salita più tosta per incoraggiarci ad andare avanti, i getti d’acqua per rinfrescarci, e i tanti ristori presieduti da solerti bambini che ci chiamavano per nome.

“Irene”, “Irene”, vuoi dell’acqua? Certo che sì.

E via su e giù, fino ad arrivare alla torre campanaria che sbuca dall’acqua, da quando nel 1950 Curon e una parte di Resia vennero sommersi nel corso della costruzione del lago artificiale, lasciando visibile solo il campanile, oggi sotto la tutela dei beni culturali.

Ci siamo! Sono arrivata! Che bella sudata, da rifare!

Ma chi ha vinto la gara?

Il bergamasco Giovanni Gualdi in 49’01, e in campo femminile Kathrin Hanspeter che ha chiuso in 57’03”.

Gualdi che ho incontrato raggiante in hotel, insieme alla moglie Alice e alle figlie Aurora e Giorgia si è detto felice del risultato: «Un grande tempo finale, non me l’aspettavo. Mai guardato il cronometro in gara, sono andato all’inseguimento di Peter Lanziner, (secondo in 49’27”) fino al 12° chilometro. Poi ho notato che iniziava a cedere e ho accelerato. È andata bene! Una grande gara in un meraviglioso posto; ora il mio nome campeggerà nel monumento che si trova nel piazzale davanti al Campanile».

Foto di Tommaso Gallini